Morte sul lavoro di Nuccio Pizzardi a Ravenna: 4 indagati. Ecco cosa é successo

 Quattro le persone che sono state indagate per la morte del gelese Nuccio Pizzardi, l’operaio gelese 43enne morto a causa di un incidente sul lavoro che si è verificato martedì scorso all’interno del petrolchimico di Ravenna.

Secondo quanto riportato da “Il resto del Carlino” si tratta dell’amministratore, del direttore e del capoturno della Cfs Europe, la spa all’interno dell’ impianto in  cui si è verificato l’infortunio mortale, e  del datore di lavoro del 43enne gelese.

Un atto dovuto quello dei pm Alessandro Mancini e Isabella Cavallari alla luce della consulenza tecnica disposta per fare luce sulla dinamica dell’accaduto. Sembra molto probabile che il giovane, che ha lasciato la moglie e la figlia tredicenne,  sia deceduto a causa del forte colpo preso  sulla faccia dopo l’esplosione della cisternavicino alla quale stava lavorando. La morte non è stata immediata, ma è arrivata quando l’ambulanza del 118 stava trasferendo il giovane gelese verso l’elicottero atterrato sul parcheggio per i camion del petrolchimico ravennate. 

Le cause del decesso sembrano  chiare, ciò che invece resta ancora da accertare è cosa abbia innescato la deflagrazione del serbatoio. Potrebbe dunque rivelarsi determinante in tal senso proprio l’esito della consulenza di martedì. Subito dopo il decesso  il pm di turno aveva disposto il sequestro dell’impianto sul quale stava operando il 43enne oltre che del locale che lo contiene, cioè una delle sezioni della linea produttiva di Cfs Europe. 

Secondo quanto tutto  è accaduto mentre il metalmeccanico 43enne stava sostituendo una tubazione servendosi anche di un elettrodo. C’é pure un testimone: un operaio che si trovava a breve distanza e che ha udito il boato dando poi l’allarme.

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