Morto il poeta gelese Filippo Cascino. Il ricordo del Centro culturale “S. Zuppardo”

Morto Filippo Cascino, poeta della spiritualità e l’apostolo della fede. Marito di Giuseppina Petralia, sorella del parroco Di Santa Lucia Don Luigi, il poeta gelese, padre di quattro figli,  ha manifestato fin da ragazzino grandi qualità artistiche. Era un operaio chimico, ormai in pensione, ma l’amore per la poesia lo ha portato a riscuotere notevole successo in diversi concorsi di poesia. Per la Betania Editrice, casa editrice del Centro di Cultura e spiritualità “Salvatore Zuppardo” ha pubblicato “Petali di stelle”, ed è stato segnalato dalla giuria del premio nazionale “La Gorgone d’oro”. Molte sue poesie sono state inserite in diverse antologie, tra cui  “Dei Verbum”, sempre pubblicata dal Centro culturale Zuppardo. 
Nel 2001 si è classificato, con la poesia “Struggente cinguettio” , al primo posto nella ventesima edizione del premio di poesia Terra d’Agavi.
“Nella poesia di Filippo Cascino c’è tanto desiderio di Dio, una ricerca affannosa che diventa certezza nella sua solitudine. Cascino è stato un poeta deluso del mondo e degli uomini che considera ipocriti e ha innalzato preghiere a Dio, che è diventato sua medicina e sua poesia”, ha detto Andrea Cassisi, presidente del Centro culturale Zuppardo, che ha voluto ricordare Cascino con due composizioni. 
Il poeta gelese ha sempre sostenuto che per poter recuperare la fiducia e per poter affrontare le difficoltà, c’è un solo mezzo: l’incontro con Dio. “Ovviamente queste composizioni hanno un grande senso di religiosità, quello che oggi si va perdendo, distratti da tante frivole lusinghe che non possono dare la pace interiore”, ha comunicato Cassisi