Movimento cinque stelle: accordo Eni crea disoccupazione, bisogna passare alla bonifica

Dura critica da parte del Movimento cinque stelle di Gela nei confronti dell’accordo Eni sottoscritto al Mise il 6 novembre prossimo. Secondo il partito gelese, l’accordo che “avrebbe dovuto tutelare i posti di lavoro, in realtà crea un esercito di disoccupati e precari per l’indotto e di trasfertisti per il diretto”. Gli esponenti del partito ribadiscono la necessità dello   ” smantellamento degli impianti in disuso  dello stabilimento Eni e la bonifica delle aree liberate interne allo stesso, per poi avviare le bonifiche esterne  allo stabilimento la cui responsabilità della società petrolifera è ampiamente accertata, e nel contempo spendere i finanziamenti già stanziati dallo Stato nelle aree SIN già individuate” . Le Bonifiche, per il partito, diventano essenziali anche per un sicuro sviluppo, culturale, turistico ed agricolo del nostro comprensorio e che senza di esse non è possibile nessuna programmazione futura. “Altre risorse per fronte alla crisi occupazionale – aggiungono – si possono reperire sfruttando immediatamente  il fondo europeo Feg che consente per 2 anni sia il sostegno  al reddito per indotto e pmi, che la formazione per il reinserimento nel mondo del lavoro. Inoltre  la programmazione 2014-2020 prevede negli OT ( Obiettivi Tematici )  3 e 8 risorse per fare rinascere le aree industriali in crisi. Tutto ciò prevede progettazione, lungimiranza, sostenibilità, professionalità, ma soprattutto onestà, cose queste che latitano dalle nostre parti! La regione siciliana per l’incapacità di chi la governa non ha mai chiesto all’Europa l’attivazione di tali progetti”. Accuse sono rivolte alla Regione Sicilia che “non si sono mai interessata a chiedere nulla che dispiacesse ad Eni o di utile per il nostro territorio, svendendolo a costo zero e regalando (mettendo da parte i nostri malati, i nostri bambini malformati, i nostri morti), la nostra salute, i nostri paesaggi, il nostro contributo energetico per tutta la nazione,  e quel che è peggio le nostre prospettive, in cambio dei loro incarichi, delle loro carriere”. Eni quindi come Muos