Mulè racconta Filippo La Mastra: artista raffinato dalle figure delicate

Il professor Nuccio Mulè continua a richiamare l’attenzione dei cittadini su figure di importanza storica e culturale per Gela. Oggi ci ha parlato di Filippo La Mastra, uomo dalle spiccate capacità artistiche.

“Nato a Gela nel 1971 – si legge – La Mastra già dalle elementari riesce a evidenziare la passione per il disegno, per poi passare in età adulta a un impegno progressivo che lo porta a interessarsi della pittura, che riesce a far progredire interessandosi delle tecniche dei colori e riproducendo oggettivamente la realtà. Senza alcuna aggiunta emotiva e senza interpretazioni personali particolari, egli si limita a far parlare la realtà. La Mastra, pittore figurativo e con una vena pittorica raffinata, sceglie di trattare temi e soggetti della realtà quotidiana, astenendosi da ogni sentimentalismo rifacendosi ai pittori realisti per i quali né la natura, né le immagini di vita, possono avere una qualsiasi idealizzazione, perché, come affermava Courbet ‘un oggetto astratto, invisibile, che non esiste, è estraneo all’ambito della pittura’.

La Mastra, che sino ad oggi non ha mai presentato in una mostra personale le sue opere, per realizzare le sue composizioni figurative usa gli oli, l’acquerello, gli inchiostri colorati, i pastelli e i colori acrilici con la possibilità di esprimere liberamente la propria arte. Nella sua ricca tavolozza i colori sono materici ed espressivi. A volte definisce il soggetto rappresentato con cromatismi ridotti all’essenziale e con contrasti netti, maggiormente quando raffigura degli animali che riesce a definire anche nei minimi particolari. Le sue eleganti composizioni di paesaggi marini, boschi, natura, animali, dalle quali emergono tra l’altro piacevoli immagini, esprimono la delicatezza della figura, il candore di una liricità nella trasparenza di una significazione interiore poetica e umana.

Il realismo insegna che l’arte è un processo individuale e che non può essere insegnata o impartita perché è il mezzo speciale, il talento, con cui ciascun artista, compreso La Mastra, applica le sue facoltà personali alle idee e alle cose dell’epoca in cui vive. L’arte della pittura, insomma, consiste essenzialmente nella rappresentazione di ciò che l’artista può vedere e toccare.

Ma c’è di più in questo nostro pittore. Un’aggiunta artistica che lo mette nelle condizioni di dipingere delle figurazioni tridimensionali su ogni parte del corpo, così come fanno i tatuatori, in maniera temporanea. La Mastra si può definire un sicuro seguace del realismo dei macchiaioli italiani e di quello dei francesi, in particolare di Gustave Courbet che teorizzava, e soprattutto praticava, una pittura del presente, una pittura contemporanea. Non ci si deve approssimare ad un’idea superiore, ad un bello assoluto: il bello è già nella realtà, bisogna solo saperlo vedere. L’unica condizione è che tutto ciò che si sceglie di dipingere deve essere reso nella sua consistenza più fisica e concreta. E La Mastra fa tutto questo”.