Muos, al via l’accensione. Zona interdetta, e attivisti bloccati. Cosa non si vuol mostrare?

Da stamani le tre  parabole del Muos, il sistema di comunicazione satellitare statunitense, assieme alle 46 antenne Nrtf entrano in funzione  alla massima potenza,  per le misurazioni ordinate dal Cga, e che dovranno essere rilevate al fine di comprenderne il grado “reale” di potenza, e la nocività delle onde elettromaniche. Gli attivisti erano già presenti fin dalle prime luci dell’alba in c.da Ulmo, tentando di passare a piedi e costretti a parcheggiare a cinque chilometri di distanza dall’ingresso della basa statunitense, in quanto non è consintito il transito per raggiungere il presidio No Muos, che si trova accanto alla base. “Un immotivato atto di repressione -asseriscono gli attivisti No Muos – il presidio di proprietà privata dei comitati No Muos, acquistato grazie alla sottoscrizione popolare, non è raggiungibile in auto e anche a piedi non è affatto semplice. Tecniche di Militarizzazione oltre che di Misurazione? Nessuno controllo popolare, nessun occhio deve vedere?”. Intanto i militari hanno impedito  di avvicinarsi alla base anche a piedi.  ” Se Cristo si è fermato a Eboli, la libertà di movimento  si è fermata a Niscemi.” Scrivono gli attivisti No muos sulla loro pagina facebook.