Museo di Gela: degrado inaccettabile, niente soldi per la pulizia

Un settore in pieno degrado, quello dei siti culturali di Sicilia.  Una situazione di abbandono che si registra da anni. Da Palermo a Siracusa si susseguono le segnalazioni di malfunzionamenti e problemi, al di là del nodo delle aperture domenicali che saltano per mancanze di custodi. Musei sporchi, spesso senza telefono, senza controlli. Una situazione che vive a pieno anche il museo archeologico di Gela. Dove da due mesi manca la ditta delle pulizie.”Il contratto per le pulizie è scaduto il 31 dicembre  – ha detto l’architetto Ennio Turco, direttore del museo gelese – ma da allora nonostante la nostra richiesta di proroga, non è arrivata nessuna risposta. Noi facciamo quel che possiamo, ma la polvere aumenta di giorno in giorno”.  Basta farsi un giro per l’area dell’acropoli per rendersi conto di quanta incuria e degrado vi regni, erbaccia altissima che copre i resti delle abitazioni greche. Insomma la Regione non ha soldi quindi niente pulizie. “Un situazione  che va avanti da anni e che diventa sempre più difficile da affrontare  per un direttore di museo, che si sente addosso le responsabilità nei confronti dei visitatori”, ha commentato l’architetto Turco. All’interno del museo, i servizi igienici sono sempre più precari, manca perfino la carta igienica e i detersivi. “Quando si fulmina una lampadina delle vetrinette – ha detto Turco – si ha difficoltà a sostituirla, per mancanza di fondi”. Da tetto gocciola acqua quando piove e si è costretti a ricorrere ai secchi per raccoglierla, da un anno la richiesta di interventi per ripristinare la situazione è rimasta lì alla Regione, inevasa. Qualche giorno fa   sono stati rubati tre pannelli in ferro della recinzione del parco archeologico dell’Acropoli. Per ricomprarli e continuare a garantire la sicurezza di quell’area bisogna inviare una perizia a Palermo. E anche quella rimarrà inevasa, come quella per sostituire cancello rubato dell’ingresso dell’area archeologica di Caposoprano sul lato Lungomare, con il rischio per i visitatori di essere aggrediti da cani randagi,  come già successo. Sarebbe questa l’idea di rilancio di una economia  locale che vuole puntare  su cultura, archeologia ed arte?  “É tutto un sistema che sta crollando, non vi sono soldi per la manutenzione dei siti archeologici”. Ha ribadito Turco. E intanto sulla questione stanno intervenendo anche i sindacati, che hanno già inviato alla Regione una nota, annunciando di effettuare uno sciopero generale se la situazione non dovesse essere sbloccata. Il “rivoluzionario” governatore Crocetta in due anni e mezzo ha cambiato quattro assessori, e nessuno ha avuto il tempo di lavorare davvero. Nessuno, quindi, ha risolto il problema dei servizi aggiuntivi. La prima cosa che ha fatto il presidente della Regione, appena insediatosi a Palazzo d’Orleans, è stata bloccare la gara che aveva portato avanti l’allora assessore Sebastiano Missineo. È iniziata una guerra di ricorsi al Tar che è approdata perfino alla Corte costituzionale. Intanto in attesa che la Consulta si pronunci, nei musei e nelle aree archeologiche di Sicilia mancano perfino le brochure, per non parlare di guide, cartoline o volumi sulle opere esposte. Nella gara sui servizi aggiuntivi era previsto anche che i privati investissero per migliorare la fruizione dei musei e avviassero iniziative di marketing per attrarre visitatori. Invece oggi i musei dell’Isola rimangono polverosi e abbandonati a se stessi. Un patrimonio immenso, mai valorizzato. 

Museo di Gela: degrado inaccettabile, niente soldi per la pulizia

Un settore in pieno degrado, quello dei siti culturali di Sicilia.  Una situazione di abbandono che si registra da anni. Da Palermo a Siracusa si susseguono le segnalazioni di malfunzionamenti e problemi, al di là del nodo delle aperture domenicali che saltano per mancanze di custodi. Musei sporchi, spesso senza telefono, senza controlli. Una situazione che vive a pieno anche il museo archeologico di Gela. Dove da due mesi manca la ditta delle pulizie.”Il contratto per le pulizie è scaduto il 31 dicembre  – ha detto l’architetto Ennio Turco, direttore del museo gelese – ma da allora nonostante la nostra richiesta di proroga, non è arrivata nessuna risposta. Noi facciamo quel che possiamo, ma la polvere aumenta di giorno in giorno”.  Basta farsi un giro per l’aera dell’acropoli per rendersi conto di quanta incuria e degrado vi regni, erbaccia altissima che copre i resti delle abitazioni greche. Insomma la Regione non ha soldi quindi niente pulizie. “Un situazione  che va avanti da anni e che diventa sempre più difficile da affrontare  per un direttore di museo, che si sente addosso le responsabilità nei confronti dei visitatori”, ha commentato l’architetto Turco. All’interno del museo, i servizi igienici sono sempre più precari, manca perfino la carta igienica e i detersivi. “Quando si fulmina una lampadina delle vetrinette – ha detto Turco – si ha difficoltà a sostituirla, per mancanza di fondi”. Da tetto gocciola acqua quando piove e si è costretti a ricorrere ai secchi per raccoglierla, da un anno la richiesta di interventi per ripristinare la situazione, ed è rimasta lì alla Regione, inevasa. Qualche giorno fa   sono stati rubati tre pannelli in ferro della recinzione del parco archeologico dell’Acropoli. Per ricomprarli e continuare a garantire la sicurezza di quell’area bisogna inviare una perizia a Palermo. E anche quella rimarrà inevasa come quella per sostituire cancello rubato dell’ingresso dell’area archeologica di Caposoprano sul lato Lungomare, con il rischio per i visitatori di essere aggrediti da cani randagi,  come già successo. Sarebbe questa l’idea di rilancio di una economia  locale che vuole puntare  su cultura, archeologia ed arte.  “É tutto un sistema che sta crollando, non vi sono soldi per la manutenzione dei siti archeologici”. Ha ribadito Turco. E intanto sulla questione stanno intervenendo anche i sindacati, che hanno già inviato alla Regione una nota , annunciando di effettuare uno sciopero generale se la situazione non dovesse essere sbloccata. Il “rivoluzionario” governatore Crocetta in due anni e mezzo ha cambiato quattro assessori, e nessuno ha avuto il tempo di lavorare davvero. Nessuno, quindi, ha risolto il problema dei servizi aggiuntivi. La prima cosa che ha fatto il presidente della Regione, appena insediatosi a Palazzo d’Orleans, è stata bloccare la gara che aveva portato avanti l’allora assessore Sebastiano Missineo. È iniziata una guerra di ricorsi al Tar che è approdata perfino alla Corte costituzionale. Intanto in attesa che la Consulta si pronunci, nei musei e nelle aree archeologiche di Sicilia mancano perfino le brochure, per non parlare di guide, cartoline o volumi sulle opere esposte. Nella gara sui servizi aggiuntivi era previsto anche che i privati investissero per migliorare la fruizione dei musei e avviassero iniziative di marketing per attrarre visitatori. Invece oggi i musei dell’Isola rimangono polverosi e abbandonati a se stessi. Un patrimonio immenso, mai valorizzato.