Nascite, il Governo diffida la Sicilia: entro giugno interventi urgenti

Il Ministero della Salute diffida la Regione Siciliana perché inadempiente dal 2012 in fatto di nascite e per aver eseguito soltanto parzialmente la messa in sicurezza del piano, nonostante i finanziamenti specifici avuti dal 2009. Il documento arriva dopo l’ispezione scaturita in seguito al decesso della piccola Nicole e invita la Sicilia a intervenire in tempi veloci, pena l’invio di un commissario ad acta. Sei i punti su cui la Regione dovrà intervenire: il servizio di trasporto in emergenza della madre e del neonato, i punti nascita, le Unità di Terapia Intensiva Neonatale, il piano di formazione, l’integrazione ospedale-territorio e l’attività dei comitati “Percorso nascita regionale” e “Percorso nascita aziendale”. Per il primo punto, quello cioè relativo al servizio di trasporto in emergenza della madre e del neonato, la Regione dovrà elaborare protocolli operativi per gestire la comunicazione tra cliniche private, ospedale e 118 e attivare anche servizi nelle aree non coperte. Disposta invece, per quanto riguarda i punti nascita, la chiusura delle strutture con meno di cinquecento parti all’anno, fatte alcune eccezioni che dovranno comunque essere approvate dal Ministero. In ballo anche la sospensione dei parti a domicilio. Per garantire la messa in pratica di questi provvedimenti saranno attivati controlli semestrali su tutta la Regione. La scadenza prevista per questi interventi è il 30 giugno 2015.

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