Necessari 18 medici per attivare l’Utin al Vittorio Emanuele

Il direttore generale dell’Asp 2,   Carmelo Iacono, si è detto disponibile per far partire subito l’Utin (unità di terampia intensiva neonatale ), al Vittorio Emanuele di Gela,  pronto anche a  finanziare l’acquisto per gli arredi e quanto altro occorre, con fondi della stessa ASP. Questo è emerso durante un incontro che si è tenuto ieri alla VI commissione dell’Ars, “Sanita”, a cui hanno, oltre al direttore generale, anche i componenti del Comitato dello Sviluppo dell’area gelese (Csag).  Tra l’altro, ancor prima dell’audizione,  il dott. Carmelo Iacono stava già lavorando per rendere operativa tale struttura. L’unico punto su cui è stato fermo e deciso è quello riguardante il personale. “Occorrono – ha detto il manager – dai 15 ai 18 medici e altrettanti infermieri per far partire l’Utin,  che non possiamo attingere dagli organici ASP, in quanto figure con una particolare specialità non presenti nei nostri organici, quindi per questo chiedo l’aiuto della Commissione”.  Filippo Franzone, coordinatore del Csag,  è stato il primo ad intervenire su invito del Presidente Di Giacomo.  Franzone si è soffermato sull’enorme lasso di tempo trascorso dall’individuazione dell’Utin , avvenuta nel marzo del 2010, alla realizzazione vera e propria, ed alla tuttora mancata attivazione, e conseguente “declassamento sulla carta”, visto che era prevista Unità Complessa ed ancor prima di entrare in funzione. Franzone ha chiesto di verificare gli indici di occupazione e di appropriatezza, già declassata. Il nostro è un territorio con un alto indice di nascite e con il primato di malformazioni neonatali. Allo stato attual  le Utin di riferimento più vicine si trovano ad oltre 80 Km di distanza, ovvero Enna ed Agrigento, causando gravi disagi all’intera popolosa area, e che se si presentasse una grave emergenza, si rischierebbe la possibilità di verificarsi un’altro caso  Catania. Franzone ha illustrato inoltre, come anche la completa attivazione della Ginecologia ed Ostetricia di II livello sia rimasta sulla carta, facilitando la migrazione delle partorienti, fuori dall’ambito Asp, con ripercussioni economiche per l’Azienda sanitaria nissena, oltre ai più gravi disagi per le pazienti e le loro famiglie. Presente anche il sindaco di Niscemi Francesco La Rosa, che si è soffermato sull’importanza del distretto Ospedaliero, e sulla importanza di rendere operativi ed efficienti tutti gli ospedali di questo distretto

 

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