Nel luogo della tragedia a Catania: tra testimoni e parenti delle “vittime”

Si sta continuando con l’operazione di rimozione delle macerie in via Crispi a Catania. Sul luogo stanno intervenendo i vigili del fuoco e le Forze dell’ordine alla ricerca della causa della deflagrazione che ha ridotto in polvere la palazzina provocando, nella notte tra sabato e domenica la morte di una anziana donna, e ha ferito in modo molto grave una bimba di 10 mesi. Attualmente ricoverata in reparto di rianimazione del Garibaldi la bimba al momento dell’esplosione, venuta probabilmente da una bombola, era con la madre che non ha riportato gravi ferite. Sul luogo in cui ci siamo recati stamani, ancora i segni di una vita vissuta nella sua quotidianità: l’armadio penzolante con i vestiti dentro, le sedie, lampadari e tanti mobili in stile antico, il cui dorato della laccatura del legno spicca tra la polvere dei detriti. Erano tutto ciò che costituivano l’attività di Katis, marocchina che da 18 anni vive in Italia. Katis aveva il suo negozio al pianterreno, ed é la cugina della bimba ferita. “Una doppia tragedia sto vivendo da quella notte: la mia attività andata distrutta, e la mia nipotina. Sono andata a trovarla al Garibaldi ieri pomeriggio, sta ancora molto male e siamo in apprensione per la sua vita”. I testimoni principali sono i vicini di casa, coloro che si sono svegliati nel bel mezzo della notte, a causa di quel boato. Le loro case sono inagibili, e quella a cui si assiste é una scena apocalittica.

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