Neonata morta a Catania, nove indagati per omicidio colposo. La madre: “Presto si avrà giustizia e tutto verrà alla luce”

“Non mi hanno permesso di vederla, di stringerla a me, di accarezzarle la manina e farle sentire che io le ero vicino, me l’hanno portata via senza averle potuto dare il suo primo e ultimo saluto”. Sfoga così il suo dolore e la sua rabbia Tania Egitto, la madre di Nicole, la bambina nata nella Casa di Cura “Gibiino” di Catania e deceduta poco dopo in ambulanza alla ricerca di un ospedale che potesse ospitarla e salvarle la vita. Un fulmine a ciel sereno per Andrea e Tania, sposati da poco più di un anno, che attendevano con emozione e gioia l’arrivo della loro piccola Nicole. Una gravidanza vissuta intensamente e condivisa anche sui social network, un conto alla rovescia durato nove lunghi e bellissimi mesi che si è concluso, però, nel peggiore dei modi. Sono nove ad oggi le persone indagate per omicidio colposo, nove tra medici e personale della casa di cura “Giibino” e altri quattro ospedali in Sicilia. Una vicenda che è ancora tutta da chiarire, un dramma per cui i responsabili dovranno pagare. “Quello che dicono i TG è solo una parte di verità – scrive ancora Tania – ma presto si avrà giustizia, presto tutto verrà alla luce e la mia bambina avrà pace”. Doveva essere un giorno felice per tutta la famiglia che, invece, ha dovuto indossare i panni del lutto: un finale che non ti aspetti quando stai per partorire un figlio. Diverse le responsabilità e molteplici i fattori che hanno portato a questo tragico epilogo. L’assenza di un’unità di rianimazione neonatale all’interno della struttura ospedaliera, la mancanza di posti disponibili nelle UTIN (Unità di Terapia Intensiva Neonatale) degli altri ospedali catanesi e ancora la scelta di correre a Ragusa, distante dalla città etnea più di due ore e non a Taormina o a Messina e un elisoccorso che pare non decolli da due anni la notte e che, se fosse stato attivo, avrebbe potuto permettere di raggiungere l’ospedale ragusano di riferimento in appena venti minuti. Insomma, tanti perché che adesso devono ricevere delle risposte. Intanto, Andrea Di Pietro e Tania Egitto continuano a manifestare il proprio dolore sui social network. “Amore mio piccola, mi dicono che adesso sei un angioletto e che il Signore aveva bisogno di te. In realtà, amore mio, io e il tuo papà avevamo bisogno di te più di chiunque altro e adesso non riusciamo a consolarci, è troppo difficile, è un vuoto troppo grande”. “Anche il cielo piange con noi”.