Nessun intervento di Bianco sulla bocciatura del Ddl di passaggio di Gela a Catania. Interviene Gelensis Populus

Non sembra che ci sia stata alcuna presa di posizione del sindaco Enzo Bianco, né in termini ufficiali né in termini politici, per favorire o interessarsi al passaggio di Gela, Niscemi e Piazza Armerina, neanche all’indomani della bocciatura del Ddl, da parte prima commissione (costituita per gran parte da componenti del PD). Eppure si era mostrato, in occasione del Patto coi sindaci delle città metropolitane alla presenza di Renzi, come il più grande sostenitore dell”ingresso delle tre città nell’area catanese.
Questo quanto sottolinea il comitato Gelensis Populus, che è stato convocato per la prossima settimana, dal presidente del consiglio comunale Alessandra Ascia, in conferenza con i capigruppo sulla vicenda dei Liberi consorzi.
Il comitato sottolinea come sulla riforma delle province siciliane si riconferma una sudditanza tra Sicilia e il governo nazionale, che ha portato la riforma a conformarsi totalmente alla legge nazionale Delrio.
Nel concreto, attraverso l’ultima modifica i sindaci delle tre città metropolitane siciliane coincideranno con i sindaci dei tre capoluoghi. Così, Enzo Bianco sarà di diritto sindaco della città metropolitana di Catania.
Il comitato Gelensis Populus, si chiede “se il Sindaco Bianco, non dovendo più competere per conquistarsi il ruolo di sindaco metropolitano, adesso non muoverà più un dito a favore delle comunità del gelese verso le quali, in questi ultimi tempi, si era concesso in una mirata e simpatica campagna mediatica sollecitata dai vari personaggi, sempre gli stessi”.
Il comitato gelese sottolinea come ci sia stato sempre l’interessamento dell’Anci, presieduta dal sindaco Orlando e della quale fa parte di diritto Bianco, a spingere e sostenere l’impugnativa governativa alla L. 15/15 sino allo strenuo, sino, cioè, al recepimento della Delrio, avvenuto sotto l’orribile ricatto del mancato trasferimento delle risorse nazionali destinate alle ex province, che ha, di fatto, determinato il blocco dei servizi nonché il blocco del pagamento degli stipendi ai dipendenti.
Il comitato Gelensis Populus continua a biasimare il comportamento di Messinese, e accusa il primo cittadino di “prendere accordi sulla vicenda del passaggio di Gela alla città metropolitana, a porte chiuse “.

Nella conferenza con i capigruppo, convocata dal presidente Ascia, il comitato chiederà “alla politica di intervenire per evitare che la vicenda del passaggio alla città metropolitana di Catania, assuma paternità unica nelle figure di Messinese e dei soggetti che oggi rientrano nelle sue grazie, e esamineremo assieme ai consiglieri quanto accaduto e discuteremo di quanto è possibile predisporre per far si che il Parlamento regionale prenda atto della volontà espressa dal consiglio comunale per ben due volte, e dalla comunità gelese nel referendum popolare, così da riportare ogni posizione al rispetto dei principi
fondamentali della democrazia.”
“Valuteremo – continua il Comitato – le opportune strade per concretizzare le decisioni già prese dalle comunità di Gela, Niscemi ,Piazza Armerina e Licodia Eubea. In tale senso solleciteremo il Presidente del Consiglio comunale di prendere immediati contatti con i rispettivi Presidenti dei consigli delle comunità interessate da questo scempio nonché con tutti i capigruppo consiliari. E ciò al fine di ridare quella centralità che proprio la L.15/15 ha voluto attribuire ai consigli comunali e alle comunità”.
“Porteremo un elenco di punti programmatici funzionali per tentare di recuperare il veto della Commissione parlamentare, ma laddove questo non fosse possibile studieremo delle strade alternative contro la Regione e la sua riforma di consorzi obbligatori disegnati su regole di ispirazione borbonica. “. Ha affermato il comitato.

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