Niscemi, 21 anni dalla frana. Il sindaco chiede demolizioni e risarcimenti da definire

Niscemi-Demolire gli immobili rimasti danneggiati dalla frana del 12 ottobre del 1997, e risarcire gli aventi diritti.

Questo quanto chiede con una lettera il sindaco Massimiliano Conti al presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, al presidente della Regione Nello Musumeci ed ai Dipartimenti nazionale e regionale di Protezione civile.

Proprio oggi ricorre il  21° Anniversario dell’evento calamitoso che si verificò lungo la fascia collinare Sud di Niscemi per un raggio di circa 3 chilometri e che danneggiò irrimediabilmente le mura di tante abitazioni del quartiere Sante Croci, compresa l’anticha chiesa “Sante Croci” (nella foto).

Il terribile dissesto idrogeologico non causò vittime, ma lasciò tante famiglie senza casa.

Diversi immobili, rimasti gravemente lesionati e con le mura squarciate e pericolanti  compresa l’antica chiesa Sante Croci, vennero demoliti ed una cospicua quantità di senza tetto anche indennizzati.

Riferendosi al Piano degli interventi post frana previsti, suddiviso in tre fasi e comprendente l’individuazione dei proprietari e degli immobili da demolire (prima fase 25 immobili, seconda fase 44 immobili e terza fase 27 immobili), il sindaco Massimiliano Conti ha sottolineato come ”la prima fase oggi già conclusa, prevedeva contributi (in ragione del 70% della somma spettante) a favore dei proprietari di beni immobili e spese di demolizione, trasporto a rifiuto e costo di conferimento in discarica per l’importo complessivo di 1 milione e 220 mila Euro.

 

Alle ditte beneficiarie di tale indennizzo, aspettano l’ulteriore 30% di quanto quantificato per gli aventi diritto nella prima fase, che vanno aggiunti per quanto necessario per la seconda e terza fase.

 

Le demolizioni che sono state eseguite nell’ambito degli interventi urgenti previsti nel quartiere Sante Croci, riguardano immobili demoliti in massima parte e nel quale permangono edifici per i quali è prevista la delocalizzazione.  

 

Immobili che presentano segni di abbandono e fatiscenza tali da costituire un pericolo, in quanto ritrovo di vagabondi e tossicodipendenti, benché i pochi edifici rimasti siano in massima parte murati.

 

Per il quartiere Sante Croci, oggi in completo abbandono, in balia del degrado fisico e sociale, è stato predisposto un progetto per la messa in sicurezza dell’importo di 4 milioni di Euro, al fine di recuperare gli spazi”.

 

Il primo cittadino pertanto chiede l’intervento delle Autorità destinatarie della lettera per la definizione delle varie problematiche che attendono di essere risolte e che riguardano gli immobili per i quali è prevista la sola delocalizzazione, la delocalizzazione e conseguente demolizione, ed anche di quelli per i quali non è prevista la demolizione o delocalizzazione.