Niscemi, concluso all’Istituto Salerno il ciclo di seminari sulla comunicazione

Niscemi- Così come programmato nel piano annuale di formazione, l’Istituto Comprensivo “F. Salerno” di Niscemi ha ultimato nei giorni scorsi i lavori riguardanti due seminari formativi svoltisi presso l’aula magna del Plesso Don Bosco. Ad aprire e chiudere i lavori la Dirigente Scolastica, Licia Salerno. Ad organizzare il percorso il professor Aldo Branciforti, funzione strumentale.

Entrambi gli incontri hanno avuto come illustre relatore il Prof. Francesco Pira Sociologo della comunicazione, docente presso l’Università degli Studi di Messina dove insegna giornalismo digitale e comunicazione integrata. Il Prof. Pira ha affrontato con grande professionalità, competenza ed esperienza le tematiche oggetto dei due incontri.

Durante il primo “Opportunità, potenzialità e rischi della rete” ha sottolineato come una nuova sfida attende noi coloni digitali e migranti digitali: quella di convivere e di educare i digitali nativi che vivono sulla rete e con la rete come fosse un prolungamento del loro corpo. Il web che può essere strumento di conoscenza, divulgazione e cultura diventa invece il nuovo luogo naturale per alimentare devianze e prevaricazioni. E così ogni giorno le pagine dei giornali e le immagini dei tg, ma anche i social network ci informano o ci disinformano su casi incredibili quanto inquietanti di Cyberbullismo, dell’aumento del Sexiting (la trasmissione di immagini a sfondo erotico e sessuale attraverso cellulari e internet) ed addirittura di adolescenti che adescano i compagni di scuola proponendo prestazioni sessuali in cambio di indumenti o oggetti. In atto c’è una nuova sfida per noi educatori e per i genitori: affrontare questa emergenza ma attrezzarsi per prevenire fenomeni che possono fornire al pre-adolescente o all’adolescente una realtà difforme della vita che dovrà affrontare. Una sfida che può essere vinta. Una partita che va giocata. Non per essere apocalittici ma per fare sana autocritica sulla nuova genitorialità e sulle nuove responsabilità.

L’altra parola che fa spaventare docenti e genitori è la versione digitale del bullismo:il cyberbullismo.Consiste in atteggiamenti e comportamenti da parte di pre-adolescenti o adolescenti, finalizzati ad infastidire, offendere, spaventare, imbarazzare, umiliare la vittima predestinata. Spesso un compagno o una compagna di scuola. Le aggressioni sono frequenti, continue e intenzionali. Bullismo e uso inconsapevole del proprio corpo nella fase pre -adolescenziale non sono fenomeni nuovi. Ma ciò che è radicalmente cambiato è il contesto sociale e il sistema di relazioni al suo interno.

In occasione del secondo incontro “L’arte di comunicare nel contesto scolastico”il Prof. Pira ha ribadito ciò che afferma da tempo e frutto di ricerche scientifiche ultradecennali:“ Il livello di incomunicabilità si sta alzando, i genitori non comprendono i figli tanto da utilizzare i loro stessi modi di relazionare per cercare un contatto. I racconti di genitorialità fragili senza supporti che tentano la comunicazione con i figli divisi tra soggiorno e camera da letto collegati attraverso le chat dei social network. L’isolamento di genitori che non riescono a dialogare e che poco conoscono dei propri figli. Ma i genitori non sono i soli, l’indebolimento è generale. Troppi pre-adolescenti e adolescenti che con le loro bravate su Facebook, Whatsapp, Instagram, Youtube riempiono le cronache dei giornali. Ma come ho detto nei miei recenti seminari, in Italia e all’estero in varie scuole, spesso i genitori non sanno quello che scrivono i loro figli e a che livello di offese o quali immagini erotiche o pornografiche possono viaggiare sulla reteIo credo che la rete sia una grandissima opportunità, per abolire le distanze, per poterci documentare in maniera diversa. La rete rappresenta un’occasione unica per tutti noi, in termini di conoscenza, ma questa condivisione della cultura e della conoscenza non deve diventare, invece, pericolosa nel momento in cui  utilizziamo il web per delle devianze che non sono assolutamente sopportabiliC’è uno scaricabarile tra la scuola e la famiglia sulle responsabilità. Invece di accusarsi reciprocamente, scuole e famiglie dovrebbero collaborare insieme alle istituzioni per una consapevolezza sull’uso dei nuovi media. Se invece si rompe, come dice Papa Francesco, il patto tra famiglia, scuola e istituzioni allora rischiamo di continuare a leggere di casi come quello recente della scuola di Parma dove gli insulti superano anche la nostra immaginazione”. 

Il sociologo ha anche parlato di vetrinizzazione dell’identità, affermando che spesso i genitori adultescenti (adulti che assumono comportamente da adolescenti) non riescono a sapere quale è la vita on line dei loro figli. “La tendenza è quella di mostrare quello che non siamo ma che può piacere agli altri e di non distinguere la differenza tra il reale ed il virtuale”.

In un questo contesto sociale la Scuola, principale agenzia educativa, deve ritrovare un ruolo centrale e fare rete. La Scuola come luogo di un percorso di formazione costante che coinvolga in modo sinergico tutti gli attori: studenti, docenti, genitori, associazioni, istituzioni.

Molto apprezzata dai Docenti è stata la capacità del Relatore di trasmettere messaggi efficaci, basati su studi scientifici, sondaggi, ma anche molti fatti accaduti. Due seminari ricchi di contenuti e di spunti sui quali riflettere e discutere nelle classi con gli alunni e i rispettivi genitori. Tutti i presenti hanno ascoltato con grandissima attenzione il Relatore, complimentandosi per la chiarezza espositiva e la capacità di catalizzare l’attenzione di tutti per alcune ore.