NISCEMI: Continuano i lavori di ristrutturazione dell’ex convento dei frati francescani.

Diventerà presto museo civico, l’ex convento dei frati francescani di Niscemi. Secondo quanto spiegato da Salvatore Ravalli, direttore del museo della civiltà contadina, i reperti museologici di via Mazzini saranno trasferiti nel vasto edificio affacciato in via martiri di Nassiriya e via Madonna. Il museo si estenderà per due piani della costruzione: piano terra con museo della civiltà contadina,  e primo piano in cui vi sarà il museo di storia naturale. La struttura sarà costituita da altre stanze tra cui: caffetteria, servizi igienici, reception, sala relax, sala didattica, sala espositiva e sala conferenze con cento posti a sedere.

Il complesso è appartenuto all’ordine religioso dei frati Minori francescani riformati, su iniziativa di padre Antonino da Barrafranca. Questi giunto a Niscemi nel 1731 nel periodo pasquale, venne a conoscenza che nel Piano della Torre esisteva dal 1639 un dormitorio abbandonato da decenni, e invogliò la popolazione a fondare un convento. Grazie all’appoggio del sindaco, dei giurati, sacerdoti e tutta la popolazione ottenne l’11 Novembre del 1732 l’atto di fondazione del convento. Nel 1732 si insediarono all’interno della struttura dodici padri francescani riformati. Il convento fu sede di noviziato, destinato allo studio della Filosofia e della Teologia, e vi fu istituito il Terzo ordine francescano.

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 Il progetto venne redatto da un frate francescano del quale non si conosce il nome, ed il complesso venne denominato “Conventus sancte Maria verginis memoris niximarum”, costituito da: ampio corpo rettangolare a due piani di m 44 x 40, con chiostro di 24 metri per lato, con un pozzo centrale e pianta poligonale su pavimento in acciottolato, ed una successione di archi a tutto sesto sorretti da colonne ioniche. Al piano terra vi sono la cantina, la dispensa, la legnaia, la cucina ed il refettorio ed al piano superiore trenta celle con veduta esterna e sul chiostro. Nel 1866 i francescani dovettero abbandonare il convento ed il comune chiese ed ottenne dal Governo il complesso da destinare ad opere di pubblica utilità e beneficenza. Nel 1872 il complesso divenne un carcere mandamentale, il pianterreno del convento,  ed ospedale il primo piano superiore. Già all’epoca la struttura mostrò i primi segni di cedimento e venne ristrutturata sulla base di nuove esigenze. Tra il 1986 ed il 1970 l’ospedale venne soprelevato di un piano, che ha stravolto la volumetria originaria dell’impianto degli interni, senza risparmiare gli affreschi, la paritura delle finestre e l’organizzazione degli spazi.

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I lavori attuali, sono stati eseguiti grazie ad un finanziamento europeo di quattro milioni di euro circa, tramite assessorato regionale ai Beni Culturali. I lavori, iniziati nel Gennaio 2015, termineranno a Dicembre 2015 in tempi record e sarà museo entro primavera 2016. L’ing. Concetta Meli ha spiegato che sono stati effettuati dei lavori di recupero originario della struttura, si tratta di un connubio tra vecchio e nuovo attraverso il: consolidamento delle colonne, restaurazione di antiche volte e affreschi, recupero dell’antico chiostro, (di cui intorno vi saranno le nuove stanze adibite al museo della civiltà contadina) e della vecchia pavimentazione. La struttura si prepara al nuovo allestimento museologico con facciate esterne, impianti nuovi di riscaldamento, porte in legno e vetrate.

L’ex monastero, rappresenta una delle emergenze architettoniche molto importanti per il comune di Niscemi.  Nel corso degli anni ha subito varie trasformazioni e per circa dieci anni si è trovato in uno stato di totale abbandono. Con i lavori attuali si è voluta recuperare una struttura storica, al fine di una promozione culturale e sociale, riqualificazione del territorio, potenziamento turistico e occasione di approfondimento culturale per i giovani attraverso numerose attività didattiche.

L’ass.re ai lavori pubblici, Carlo Attardi, ringrazia tutti quelli che hanno lavorato al recupero dell’antica struttura che rappresenterà un fiore all’occhiello per la città di Niscemi. “Sarà una struttura omogenea, un viaggio alla scoperta delle nostre antiche tradizioni e del nostro territorio” ha affermato. Inoltre ha   invitato tutti i cittadini a rispettarla, non lasciarla in uno stato di abbandono, proteggerla da eventuali atti vandalici e farne un’occasione imperdibile di approfondimento culturale.

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