Niscemi: Cresce il numero di poveri e disoccupati. Sempre più gente disagiata si rivolge a centri di ascolto.

In aumento il numero dei poveri e disoccupati a Niscemi. Negli ultimi anni si è registrato un incremento notevole di famiglie e singoli cittadini disagiati che non ricevono nessun tipo di aiuto da parte dello Stato italiano o dal Comune, e  che si sono rivolti a centri di ascolto e parrocchie del luogo.

Don Giuseppe Cafà, del centro Caritas Niscemi, ha sottolineato come negli ultimi anni 2014 e 2015 il numero di gente che si è rivolta al centro di ascolto Caritas sia aumentato notevolmente. Si tratta di gente che presenta un forte disagio economico, appartenente alla parrocchia e non. Inoltre, ha voluto sottolineare il problema della disoccupazione e dei numerosi cittadini niscemesi che migrano altrove (nord Italia o estero) per cercare lavoro, e di gente che si rivolge al centro per chiedere ausilio economico perchè non riesce a pagare le bollette. “Faremo tutto il possibile per aiutare i cittadini poveri e disagiati –ha detto Don Cafà- nel 2014 in collaborazione con la Chiesa Avventista abbiamo istituito una mensa al fine di fornire un pasto ai cittadini poveri e disagiati”. Oltre al centro Caritas nel territorio niscemese vi è la presenza del comitato, Nuovi Poveri , nato tre anni fa, e che attualmente conta circa cinquanta persone. “Il comitato Nuovi Poveri- ha spiegato il Presidente e membro del movimento Cinque Stelle, Rosario Buccheri- ha l’obiettivo di ascoltare e fornire ausilio a gente che non ha lavoro”. Buccheri ha criticato la giunta La Rosa dicendo che ha fatto e continua a fare poco per i disoccupati niscemesi, facendo un appello anche al Governo nazionale. “Bisogna offrire un contributo mensile a chi non ha lavoro e avviare alcuni progetti che favoriscano l’occupazione al fine di evitare una rivoluzione da parte dei cittadini”, ha affermato.

Il sindaco Francesco La Rosa, contrariamente, si è mostrato molto sensibile verso il problema della povertà e disoccupazione, facendo riferimento anche al caso Eni, ha asserito “è un caso umano a cui dobbiamo porre rimedio, se la legge nazionale lo consentirà faremo tutto il possibile”.

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