NISCEMI E IMMIGRAZIONE? DON GIUSEPPE CAFÀ, “NON POSSIAMO RIMANERE INDIFFERENTI”.

“Penso che sia arrivato il momento di agire. Si tratta di gente che scappa dal proprio territorio per fame, guerra, disperazione oppure perché ha subito violenze e soprusi. Noi come “uomini” non possiamo rimanere indifferenti”. È questo il motivo spiegato dal parroco, Giuseppe Cafà, della parrocchia Sacro Cuore (l’unica attualmente a Niscemi), che ha deciso di aiutare una famiglia di profughi e disposta ad aiutarne  altre in base alle richieste provenienti dalla prefettura di Caltanissetta.

Una parrocchia  da sempre sensibile verso i cittadini in difficoltà fornendo aiuti di vario genere, per questo ha deciso di dare una mano pure a quella gente che viene nel nostro Stato perché grida “aiuto” e spera in una vita dignitosa, mettendo a disposizione abitazioni inutilizzate offerte dai cittadini niscemesi.

Che appello vorrebbe fare a tutte le parrocchie di Niscemi?

 “Invito tutte le parrocchie non solo di Niscemi ma di tutta Italia a fare lo stesso – secondo quanto detto da Papa Francesco che ha incitato ad aprire le porte di edifici chiusi, conventi, parrocchie dismesse perché: una chiesa dalle porte chiuse non risponde e non vive la propria missione”. Don Cafà ha sottolineato la fragilità della popolazione niscemese nei confronti degli immigrati e invita tutti a svegliarsi e non restare indifferenti davanti a questa gente e davanti alle tragedie che si consumano ogni giorno nel nostro mare.

Come dovrebbero comportarsi i niscemesi nei confronti degli immigrati?

“Mi aspetto tolleranza perché in passato i niscemesi hanno vissuto ciò che loro stanno vivendo adesso e cambio di mentalità, bisogna considerare l’immigrato al pari di noi e non una persona da sfruttare”.

Detto questo, rimane solo una domanda:

I niscemesi saranno disposti ad accoglierli?

 

 

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