Niscemi: i cittadini si oppongono alla riforma costituzionale, raccolta firme in Piazza Vittorio Emanuele

Prevista per il 25 Aprile, (anniversario della liberazione dell’Italia dal Nazifascismo) in Piazza Vittorio Emanuele, la raccolta firme per dire “no” alla riforma costituzionale, attuata dal Governo Renzi, da parte del comitato locale di Niscemi, appena costituitosi, per votare NO al referendum sulle modifiche della Costituzione, che fa parte del coordinamento per la Democrazia Costituzionale (CDC). I cittadini che attualmente costituiscono il comitato, sono: Gaetano Buccheri, Rosario Di Simone, Paolo Di Pasquale, Salvatore Cilio, Domenico Nicolosi, Fabio D’Alessandro, Enrico Militello, Giuseppe Sparatore, Mario Iudicelli, Palma Indovina, Salvatore Parlagreco, Rosario Spinello, Massimo Campoforte, Giovanni Arancio, Francesco Arcidiacono, Gaetano Giarracca, Giustino Giarrizzo, Roberto Gaetano Iacona, Rocca Sagona e Antonella Amato.

Cosa prevede la riforma

La Riforma, presentata dal Presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi e dal ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il parlamento, Maria Elena Boschi, già approvata con 361 SI e 7 No alla camera dei deputati il 12 Aprile 2016, prevede: la riduzione del numero dei senatori, che passa a 100 membri costituenti che saranno eletti dal consiglio regionale, il superamento del bicameralismo perfetto, ad approvare la legge sarà esclusivamente la Camera dei deputati. Oltre a questi, è prevista la modifica delle competenze tra Stato e Regione e del titolo v della parte II della Costituzione, non basterà la metà più uno per eleggere il Presidente della Repubblica.

Le ragioni del comitato

«Obiettivo del comitato- ha affermato il promotore Gaetano Buccheri- è coinvolgere i singoli cittadini ed associazioni ad un percorso che terminerà il prossimo autunno con il referendum definitivo, al fine di cancellare la riforma attuata dall’attuale Governo e difendere la Costituzione del 1948, nata dalla resistenza dei tentativi di trasformare la Repubblica parlamentare in un principato dominato dalla figura e dal ruolo del capo del Governo».