NISCEMI: No Muos, disagio minorile, femminicidio… Rappresentati nelle opere di Eleonora Pedilarco.

Alle donne, vulcano in esplosione, Falcone e Borsellino… Sono queste alcune opere dell’artista niscemese di origine calatina, Eleonora Pedilarco. Classe 1974, diploma presso l’istituto d’arte di Caltagirone e una laurea presso l’Accademia di belle arti di Brera e diploma di scuola superiore d’arte di fumetto e illustrazione presso Castello Sforzesco (Milano). La sua passione per il disegno emerge sin da piccola. Inizia realizzando vignette e caricature dei suoi compagni di classe, insegnanti e tutto quello che vedeva, migliorando la sua tecnica grazie ai suoi studi e facendo tanta pratica. Nel suo repertorio non solo vignette ma anche illustrazioni e disegni anatomici. “L’esperienza accademica – ha affermato Eleonora Pedilarco- è stata cruciale per la mia carriera, perché mi ha permesso di uscire dal piccolo contesto in cui stavo, facendomi stare a contatto con artisti di fama nazionale”. Questa esperienza ha rappresentato la svolta per l’artista perché abbandona l’idea di continuare a disegnare vignette (molto legata all’editoria e al marketing) dedicandosi completamente al disegno artistico come pura espressione dell’anima.

Vincitrice di numerosi premi e concorsi, tra cui: terzo posto al “Premio Colore Canon” Fiera SMAU di Milano nel 1997, nello stesso anno partecipa alla Mostra Collettiva presso la Sala Napoleonica del Castello Sforzesco e nel 1999, vincitrice della medaglia Unione Artigiani di Milano. A Niscemi vince il terzo posto al concorso regionale di pittura estemporanea nel 2001 , terzo posto al Concorso “Bellezza tempio dell’arte” a Niscemi nel 2007, terzo posto concorso “Miniera e Religione” e 2009 secondo posto concorso “Verso la Resurrezione”, Caltanissetta. Nello stesso anno vince a Gela il primo posto al premio “Lago Biviere” e premio della critica “Rassegna d’arte moderna”. Nel 2012 a Niscemi in collaborazione con l’ass.ne Rotary Club, partecipa alla mostra di pittura presso la biblioteca comunale dal titolo, “Sorrisi verso un cielo terso”, nel 2013 insieme all’Ass.ne Radio Out di Cinisi con la mostra dal titolo “Cento passi dal Muos” e nell’Agosto 2015 riceve a Niscemi il premio e onorificenza per meriti culturali e altri…

A quali artisti facevi riferimento all’inizio della tua carriera artistica?

All’inizio della mia carriera i miei punti di riferimento erano, Salvador Dalì, Van gogh… in generale mi ispiravo a tutti gli artisti che appartengono alla corrente dell’impressionismo e astrattismo. Con il passare degli anni e dopo aver raggiunto una certa maturità artistica ho acquisito una tecnica personale, riuscendo a realizzare opere particolari dal punto di vista tecnico e che trattano tematiche importanti e problematiche attuali, come: Muos, immigrazione, femminicidio, guerre, disagio minorile… Riguardo la tecnica mi piace molto variare, prediligendo colori caldi ad olio   giocando molto con il volume dei colori e definizione delle immagini. Mi piace non avere confini e sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo”.

In alcune tue opere hai affrontato il tema “Muos”. Perché e cosa ne pensi a riguardo?

“Essendo madre e appartenendo al movimento No Muos, mi preoccupo molto per la salute dei bambini, cittadini niscemesi e non, visto i danni che potrebbe provocare alla salute. I miei quadri rappresentano tutti i personaggi che fino ad oggi hanno lottato contro, come: la ragazza, il ragazzo, Turi Vaccaro, forze dell’ordine e infine le mamme no muos. In quest’ultimo, ho voluto ricordare il giorno in cui alcune donne sono state aggredite dalle forze dell’ordine durante una manifestazione, sottolineando la delusione nei loro confronti e capendo che con quell’atteggiamento facevano gli interessi dei nostri nemici (militari americani). Inoltre, affrontare questa tematica ha coinciso con la mia maturità fisica e artistica, caratterizzata dalla maggiore libertà nell’uso del pennello, freschezza e velocità nel dipingere”.

 La tua arte è apprezzata dai cittadini niscemesi?

“Non è facile essere artista a Niscemi o in qualsiasi altra piccola realtà, (soprattutto se affronti tematiche importanti) perché solo in pochi riescono ad apprezzare e cogliere il senso di quello che vorresti rappresentare tramite le tue opere d’arte. Nonostante ciò la gente mi apprezza e visita sempre le mie mostre”.

Eleonora ha concluso dicendo, “Attraverso i miei quadri rappresento la mia anima, dipingere per me è come respirare”.

 Intervista del: 21/01/2016.

vulcano in esplosione

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