NISCEMI, passerà alla città metropolitana di CATANIA? Sì O NO.

Dopo l’adesione di Gela alla città metropolitana di Catania, deliberata il 14 Settembre con 25 voti favorevoli su 30, tocca al comune di Niscemi esprimersi a riguardo. Gli amministratori comunali, entro il 5 Novembre dovranno confermare la delibera consiliare e il referendum popolare del 21 Settembre 2014 che ha avuto come risultato l’adesione alla ittà metropolitana di Catania. In caso di mancata delibera, Niscemi rimarrà nella vecchia provincia di Caltanissetta. Con l’adesione di Gela, Niscemi e Piazza Armerina, la città di Catania diventerà la quinta città metropolitana d’ Italia, oltre a garantire la massima autonomia dei singoli comuni.

Il comitato dei “Cittadini a difesa dei diritti del territorio” (Pro Loco) costituito da: Domenico Nicolosi, Mario Iudicelli, Gaetano Buccheri, Giovanni Di Martino, Franco Di Grazia, Gaetano Giarracca e Nunzio Pardo, hanno incitato attraverso un comunicato il Presidente del Consiglio Comunale, Luigi Licata, alla convocazione immediata del Consiglio Comunale per trattare l’argomento, “adesione sì – adesione no, alla città metropolitana di Catania”. Gaetano Buccheri, presidente della Pro Loco Niscemi  che ha sollevato la questione per tempo, ritiene necessario seguire la decisione dei nostri cugini/vicini gelesi  che hanno scelto di aderire alla città metropolitana di Catania per diverse ragioni : economiche, territoriali e culturali, affermando che i niscemesi siano molto più vicini a livello territoriale e sociale  alla città di Catania rispetto all’attuale provincia di Caltanissetta. Un esempio i  mezzi di trasporto, in quanto Caltanissetta non risulta collegata con mezzi pubblici a Niscemi, a differenza di Catania e Caltagirone. Inoltre, Buccheri afferma che la   Pro Loco chiede un’assemblea pubblica che spieghi a tutti i cittadini le ragioni per cui sarebbe necessario passare a Catania e che serva a chiarire alcuni concetti a riguardo. Dice, inoltre, a tutti i consiglieri che tardano ad esprimersi e che vogliono rimanere nell’attuale provincia, temendo di diventare la “ruota di scorta” della provincia di Catania,  che priveranno i Niscemesi di un futuro migliore e di un’occasione di sviluppo.  Buccheri conclude dicendo che è meglio essere la “ruota di scorta di una Ferrari che di una Cinquecento”.