No all’accorpamento dei porti: “È in gioco la credibilità degli impegni presi dal Governo su Gela”

No alla riorganizzazione e all’accorpamento delle autorità portuali avanzato dal Governo Renzi. A opporsi al decreto è stato in questi giorni il Governatore Rosario Crocetta e oggi anche il Sindaco Domenico Messinese in riferimento al territorio di Gela.

Questa semplificazione, avanzata dalla Ministra Marianna Madia, ha l’obiettivo di ridurre a quindici le precedenti ventiquattro autorità portuali, dividendo così la Sicilia in due parti: quella occidentale, con Palermo capofila e quella orientale con Catania e Augusta, quest’ultima sede dell’autorità di sistema portuale. Per Messina e Milazzo una situazione diversa, visto che rientrerebbero nell’autorità portuale dello stretto insieme ad alcuni porti della Calabria. “Lo schema di decreto legge sull’accorpamento dei porti – ha detto Messinese – va revisionato. Il Governo nazionale tenga nella debita considerazione il territorio di Gela nel contesto della città metropolitana di Catania, come appendice sul Mediterraneo, arteria principale per il traffico navale mondiale”. “Non si può ignorare il ruolo di una città decretata dal Governo Area di Crisi Industriale Complessa – ha aggiunto il vicesindaco Siciliano – su cui dovrebbero confluire rilevanti finanziamenti pubblici e privati, anche infrastrutturali, oltre che agevolazioni in termini fiscali e che con la sua posizione geografica baricentrica rispetto al traffico mercantile del Mediterraneo giocherebbe un ruolo strategico in una rete portuale vasta che inglobi diversi porti italiani che troverebbero in Gela il vero punto di contatto con il Mediterraneo. Prenderemo una posizione forte come giunta e siamo sicuri che anche il Consiglio comunale saprà spendersi in merito. A partire da questa questione – ha concluso Siciliano – si gioca la credibilità del Governo nazionale per gli impegni presi su Gela e la sua riconversione industriale”.

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