No all’orrore! Ecco cosa finisce sui giornali…

Chi studia giornalismo sa che una delle prime cose a cui bisogna fare attenzione è il titolo.

Brevità e creatività sono le caratteristiche principali da seguire per attirare il lettore e invitarlo a proseguire nella lettura dell’articolo. C’è una cosa però che i libri ancora non insegnano: il potere dell’errore. Già, perché quando una lettera diventa un’altra o un sottotitolo sfiora l’ambiguità gli ascolti aumentano e si fa il giro del web. Ed è stato proprio navigando su internet che ne abbiamo viste delle belle. Dal titolo di cronaca nera a quello di cultura, dalla politica allo sport, nessun articolo sfugge allo strafalcione. “Cinese ucciso a coltellate: è giallo” e ancora “Conversano: tre morti per una figa di gas”, “Pastelli per i bimbi tossici sequestrati dalla Finanza”, “Si è spento il giovane ustionato”, “Pene più dure per i piromani”, “Sfigura la moglie con una padella e la scopa” e tanti altri. Insomma, ci sarebbe da scrivere un libro e non sarebbe una frase fatta. Chissà che qualcuno non ci abbia già pensato.

 

Ps. L’errore/orrore del nostro titolo non è un caso…

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