No alla violenza sulle donne. Giudice: “Ogni giorno dovrebbe essere il 25 novembre”

“La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci”, scriveva così Isaac Asimov, una citazione purtroppo quanto più attuale e sentita dalla società, in qualsiasi angolo del mondo.

25 novembre, è questa la ricorrenza in cui si celebra la Giornata mondiale contro la violenza sulla donna, un modo per invitare alla riflessione e alla meditazione su quanto accade ovunque. “Una giornata che non dovrebbe esistere in una società normale e invece no, le ragioni per istituirla sono sempre maggiori perché sempre di più sono gli episodi di violenza – a dirlo è Ignazio Giudice, segretario generale della CGIL – sguardi, urla, umiliazioni, silenzi complici e privazioni sono la genesi del femminicidio. Spesso si parte dal più grande atto di violenza, l’uccisione, perché è l’atto eclatante per eccellenza, il triste e incivile risultato di un percorso durato anni, come dimostrato da diversi processi. L’Occidente come il resto del mondo è contaminato dal desiderio della prova muscolare dell’uomo contro la donna, ciò che ancora oggi, per luogo comune, si definisce sesso debole, pensando alla forza delle braccia maschili e non alle idee non agli esseri umani che non sono differenti tra loro. La CGIL – ha continuato Giudice – ha promosso momenti di riflessione, ma siamo consapevoli che il cambiamento viaggia nelle vite di chi oggi ci osserva e a stento parla, ossia i bambini e la formazione che lo Stato dedica loro. La cultura della normalità deve essere loro dedicata perchè i grandi tanto grandi non sono stati e questo è il risultato. Sarebbe un errore affidarci solo alle pene, esse vanno applicate, ma il reato in quel caso è già consumato e un’altra vita andata via. Questo è il nostro impegno, prima e dopo il 25 novembre”.

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