L’Ipab Aldisio non chiude, grazie alle donazioni. Operai Indotto? Aspettano ancora il lavoro

Nessuna chiusura per la  casa di riposo “Antonietta Aldisio”, dopo la ristrutturazione degli uffici permessa con la donazione di un privato, un’altra donazione di 200 mila euro verrà effettuata, e tale somma sarà destinata alla ristrutturazione di tutto lo stabile. Questo quanto dichiarato da  padre Giovanni Tandurella, che dirige la casa di ospitalità dal 2010, durante l’incontro che si è tenuto sabato scorso con l’assessore regionale al Lavoro e alle Politiche sociali Gialuca Miccichè. Padre Tandurella in quell’occasione ha sottolineato di essere riuscito a ripianare tutti i debiti, tentando di salvare una struttura di estrema importanza per la città. La casa sita in via Europa ospita 27 anziani. Vi sono impiegati 9 dipendenti che non ricevono stipendi da 17 mesi. Tante le proteste in questin lunghi mesi, e l’impegno dei sindacati per far sentire la voce di chi lavora e non rivece soldi per un servizio utile alla colletticità. “L’amministrazione comunale ci aveva promesso un finanziamento straordinario che non è mai arrivato”. Ha detto il sacerdote che è convinto di risolvere la situazione. Nello stesso incontro organizzato  dall’Udc locale, il cui segretario è Salvatore Incardona si è parlato anche di Vertenza Eni, presenti molti lavoratori dell’ indotto compresi gli operai metalmeccanici licenziati dalla  Smim. Proprio questi ultimi hanno ricevuto una rassicurazione da parte dell’assessore Miccichè sulla elargizione  delle somme previdenziali, grazie alla destinazione a tale scopo del 5% delle somme alle aree di crisi complessa, ma nessuna speranza per adesso sulla riapertura dei cantieri. Una notizia poco confertevole per gli operari che da due anni vanno avanti con gli ammortizzatori sociali.”