“Non abbandonate i Comuni della provincia di Caltanissetta”: appello dei sindacati al Governo

“Non abbandonate i ventidue Comuni della provincia di Caltanissetta”.

Con questo appello la CGIL è tornata a chiedere attenzioni allo Stato e al Governo. “Qui ogni giorno – si legge nella nota – si rischia di morire o per un incidente stradale o per sanità negata o per povertà reale. Questo è oltre il declino, siamo nel baratro e solo una coesione sociale intelligente e un’autorevole volontà politica e istituzionale possono intervenire per dimostrare che non esistono altri ‘disegni’ negativi e nefasti a danno di 275mila cittadini.

Ciò che ieri era precario oggi è voragine, per esempio la Mussomeli-Serradifalco. Ciò che ieri era strada dissestata oggi è fango, pietre, restringimento della carreggiata e questo accade in tutti i Comuni del famoso Vallone, cioè Vallelunga Pratameno, Villalba, Milena, Acquaviva Platani, Montedodo, Sutera, accade anche per i collegamenti in direzione di Caltanissetta.

Non va meglio nella zona sud, basti pensare alla famosa Butera-Gela, buia e con una voragine che insiste da quattro anni in una curva degna di una politica precaria. E questa stessa precarietà si registra nei collegamenti tra Gela, Niscemi, Mazzarino, Riesi e Sommatino, quasi una disgrazia, oltre che un’avventura percorrere le strade, anche se piove per qualche minuto”.

La CGIL, congiuntamente alla FILLEA CGIL, insiste nel sottolineare la sensazione di abbandono di ogni singolo Comune, citando il taglio dei fondi dedicati alle periferie, quelli alla sanità pubblica, le mancate programmazioni, pianificazioni e coperture finanziarie delle arterie stradali e urbane.

“Sono tutti indicatori – continua il comunicato – che lo Stato centrale non nutre nessun interesse per noi. Non siamo fessi, siamo esseri umani e ci ribelliamo all’idea di ridurci in un ‘grande sfascio’, non siamo auto vecchie da rottamare, siamo donne e uomini, abbiamo una mente e un cuore, tanti sogni e tante sofferenze, amiamo la vita, sappiamo che cosa significa vivere al Sud e non vogliamo abbandonarlo.

La politica produca fatti, non si limiti agli annunci, di cui abbiamo ormai le tasche piene. Il danno derivante dall’isolamento, come se fossimo isola nell’isola, ha un riflesso anche sul valore di terreni e fabbricati che vengono svalutati dal mercato immobiliare, così come aumentano i costi per i cittadini e le imprese per ogni singolo spostamento”.