Non siamo razzisti, ma lo stato deve aiutare i nostri poveri. Fratelli d’Italia Gela risponde a chi dice che avrebbero cacciato i migranti

Non siamo razzisti, basiti per ciò che riporta La Sicilia di Oggi. Questo quanto sottolineato da Fratelli d’Italia An Gela, in risposta a chi ha riportato che i componenti del movimento politico avrebbero ieri cacciato i migranti.  “Noi abbracciamo solo nostri simili, andatevene via da qua” , non è una frase che avrebbe pronuniciato nessun componente del movimento politico che ieri ha organizzato un gazebo a Macchitella, per la raccolta firme per chiedere la riapertura dei cantieri sulla Siracusa-Gela. Finora raccolte 1700 firme. 
 “Eravamo a Macchitella – afferma il portavoce del gruppo Francesco Agati – intendi a raccogliere le firme per cercare di fare riaprire i cantieri dell’Autostrada Gela-Rg-Siracusa dalla città del Golfo, e ascoltare i cittadini ormai ridotti alla fame e disperazione colpa di una politica assente verso i gelesi. Questi giovani immigranti sempre più insistentemente si avvicinavano al gazebo fotografando tutti i partecipanti e provocando, ignorati sono andati via. Dopo un po’ sono ritornati   in gran numerom erano  circa una ventina, accompagnati da impiegate e CRI. L‘impiegata allora ci ha chiesto « Un Abbraccio», e  noi educatamente abbiamo detto gentilmente di allontanarsi dal gazebo per non intralciare la raccolta firme autorizzata”.
 “Qualche cittadino disoccupato, ormai da anni, giustamente, ha fatto notare alle impiegate dei centri per immigrati – continua Agati – che devono fare qualcosa per gli italiani. È  facile essere finti buonisti e accoglienti a spese degli italiani che pagano le tasse. Infatti ogni singolo immigrato costa a noi cittadini 45 euro al giorno, e gli italiani muoiono”.
Agati ha sottolineato che le  cifre della disoccupazione a Gela raggiungono il  60%, gli invalidi italiani percepiscono una pensione di € 9,35 al giorno.
“Gli anziani – continua Agati- sono abbandonati dallo stato di sinistra, non si realizzano più infrastrutture, non si fa manutenzione, non si migliora la sanità pubblica, non si costruiscono asili, il PRG e fermo, e in questa situazione apocalittica italiana e soprattutto locale gelese si continuano a ospitare immigrati per fare affari d’oro, che non sono ospitati per spirito dell’accoglienza ma perché ben pagati per un servizio scadente e degradante”. 
“Ci chiediamo  perché la CRI non aiuta seriamente i gelesi abbandonati a se stessi senza un lavoro, senza un futuro, semplicemente perché  percepiscono 45 euro al giorno con gli immigrati,  questo è razzismo verso gli italiani contribuenti. Non abbiamo nulla contro gli immigrati, se lavorano e investono, non delinquono e sopratutto non si fanno mantenere, purtroppo tutta questa emigrazione fusa con la grave crisi economica sta ulteriormente mettendo in ginocchio l’economia nazionale e locale. La CRI è  sovvenzionata grazie allo stato italiano non certo a quello nigeriano o africano. Che facciano gli interessi e aiutino gli italiani. Voci sempre più insistenti asseriscono che le impiegati dei centri di accoglienza sono consapevoli che possono essere molestate e violentate però devono stare zitte altrimenti perdono il posto di lavoro, una forma di mafia. Speriamo di no. Il politico italiano oggi è l’unico politico che mantenuto dagli italiani, fa gli interessi di tutti tranne che degli italiani.