“Non voglio rimanere rinchiuso a casa”, la battaglia di Luca per salvare la sua passerella

Una passerella che costituisce una vera e propria porta d’accesso al mondo esterno. La stessa passerella che il Comune vorrebbe eliminare.

È questa la situazione di Luca Parrinello, trentunenne gelese, costretto a vivere su una sedia a rotelle dal 2006 a causa di un incidente. Era il 2013 quando, insieme a Noemy, decise di prendere casa in via Mare e trasferirsi al primo piano di uno stabile che, oggi più che mai, rischia di diventare la sua prigione. Frutto di un accordo verbale con la signora del piano di sotto, la passerella, attualmente rimasta incompleta perché i lavori sono stati bloccati, dovrebbe essere eliminata perché ritenuta abusiva. “Qualcuno si è rimangiato la parola data – ha denunciato Luca – il Comune dovrebbe prestare attenzione a tantissime altre opere abusive in città piuttosto che accanirsi contro di me che ho realizzato questa passerella solo per esigenza e non per lucrarci”. Prima della querelle, fra le proposte avanzate dal giovane vi era stata anche quella dell’ascensore, ipotesi sin da subito scartata perché irrealizzabile. “In questo modo vogliono costringermi a rimanere chiuso in casa o ad andare via da qui – ha continuato il giovane Parrinello – dal Comune sono già venuti più volte a dirmi che devo eliminare la mia passerella. Mi hanno anche richiamato per aver tagliato il guard rail, dicendomi che poteva essere pericoloso. Così ho subito provveduto a metterlo in sicurezza coprendolo con delle tavole di legno, ma sono tornati dicendo che non andava bene. Che mi dicano dunque che cosa devo fare e non che cosa non va. Mi dicano loro come devo coprirlo”. La vicenda intanto, passata già alle vie legali e manifestata attraverso i media, i social network e striscioni recanti la scritta “Vergogna! Sosteniamo Luca”, attende ancora i suoi risvolti.

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