Notizia Esmeralda, la nostra testata risponde agli attacchi: “Noi non siamo avvoltoi”

Non siamo avvoltoi, non siamo neanche gente senza scrupoli che si diverte a scrivere notizie tristi, come la morte di qualcuno o, ancora peggio, la morte di una bambina. Siamo persone che apprendono delle informazioni, le verificano scrupolosamente, si confrontano e scrivono spesso anche con le mani tremanti, perché rimanere indifferenti al dramma della vita non è facile per nessuno, neanche per chi purtroppo per mestiere è costretto ad affrontare di petto tutte le situazioni, anche le più terribili.

Dalla cronaca fatta di arresti a quella di un incidente che strappa via madre e figlioletta o di una malattia che piega ogni speranza. Ci siamo noi accanto ai lavoratori che scioperano e vogliono far sentire le proprie ragioni, ancora noi quando i disagi della città diventano articoli di prima pagina. Siamo sempre noi quelli che ironizzano quando c’è da ironizzare, quelli che urlano con i loro titoli quando qualcuno si fa insensibilmente sordo. Non siamo avvoltoi, siamo persone con coscienza e senso del dovere, con rispetto e voglia di verità, credibilità e attendibilità. Ci mettiamo sempre la faccia e il nome, anche quando questi vengono presi di mira da attacchi e insulti personali.

Ogni situazione ha una storia a sé e specie quelle più delicate sono anche le più difficili da raccontare e affrontare per i parenti in primis e poi anche per noi giornalisti. Entrando nel particolare della notizia di queste ore e cioè della morte della piccola Esmeralda, le fonti, tutte dirette, ci hanno informato nell’un caso e nell’altro. C’è stato chi, affettivamente vicinissimo alla bambina, ci ha dato la triste notizia che abbiamo pubblicato e chi dopo un po’, altrettanto vicinissimo alla bambina affettivamente, ci ha detto che la piccola versa in gravissime condizioni. In entrambi i casi, dunque, due parenti della famiglia Santonastaso.

Non entreremo nel particolare della vicenda perché, proprio in merito a quanto scritto sopra, abbiamo sempre avuto e continueremo ad avere rispetto per chiunque. Lasceremo quindi al silenzio delle nostre coscienze le chiacchierate informali scambiate cordialmente con qualche parente. Nessuno di noi è un avvoltoio. Siamo abituati a non puntare mai il dito contro l’uno o l’altro protagonista di un nostro articolo e proprio questo è l’invito che rivolgiamo ai nostri lettori, anche e soprattutto a quelli che ci criticano per primi. Nessuno ha mai motivo di scrivere il falso né di avere fretta di farlo.