Nuccio Mulé sulla vertenza Gela: e ora come finirá. “17 giugno 1960. Lo dicevo che era quel giorno”

 

 
   Eni non ha più interesse a rimanere a Gela, e la riconversione rimarrá carta straccia. Questo quanto sottolineato dal prof. Nuccio Mulé, che é intervenuto sulla questione Gela, diventato da ieri cado Nazionale. 
“A parte la scaramanzia del venerdì 17, non facciamoci illusioni, ormai siamo arrivati. E’ bene che ce ne rendiamo conto tutti. L’ENI non ha più nessun interesse a rimanere a Gela e, pertanto, la riconversione degli impianti in bio-raffineria, tanto subdolamente strombazzata per arginare le proteste dei lavoratori in seguito alla dismissione del petrolchimico, rimarrà carta straccia a uso e consumo di coloro che hanno preso, e vogliono ancor prendere, per i fondelli la popolazione e in particolare i lavoratori, anzi gli ex-lavoratori. 

   Adesso come finirà? Se lo chiedono in molti. 

   La cosa certa è che adesso si stanno bloccando le strade statali, anche se a singhiozzo, che è il preludio a un massiccio coinvolgimento di protesta che non deve vedere solamente chi ha perso il lavoro, ma anche tutta la cittadinanza; anzi è bene che si diano incondizionata solidarietà e presenza a quanti si trovano in questo momento sulle strade. Solidarietà e presenza non solo per l’occupazione ma anche e soprattutto per far passare una parola d’ordine: BONIFICA e chi rompe paga. Questa sì che potrebbe essere sicura futura occupazione pluridecennale. E l’ENI deve pagare per ripristinare le condizioni di salubrità del nostro territorio che è stato per mezzo secolo pesantemente sconvolto e devastato. Con la colpevole assenza della politica e di chi fa politica (?) con il lavoro.

   Solidarietà e partecipazione quindi per tutti coloro che in questo momento sono al freddo e sotto la pioggia a reclamare i diritti, non solo di essi ma di tutta la città di Gela.” Nuccio Mulé