Nuova rete ospedaliera siciliana, tra conferme e novità

È stato illustrato ieri dall’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, ai sindacati , la nuova rete ospedaliera siciliana che presenta alcune novità rispetto alla versione approvata dal governo Crocetta. Un documento chiamato bozza, lungo una ventina di pagine.

Viene confermata la struttura generale, che prevede in ordine di importanza i Dea di secondo livello (strutture altamente specializzate e integrate), i Dea di primo livello (grandi ospedali che dispongono di aree di pronto soccorso di primo livello con funzioni di rianimazione e degenza), i presidi di base (con almeno quattro unità operative: pronto soccorso, chirurgia generale, medicina generale e ortopedia) ed infine gli ospedali delle zone disagiate (dispongono delle strutture di base per affrontare le emergenze).


La Sicilia è divisa in quattro bacini, e il Vittorio Emanuele di Gela fa parte del Bacino 4 di Caltanissetta-Enna-Agrigento.
Il Sant’Elia di Caltanissetta è un Dea di secondo livello, il Vittorio Emanuele di Gela assieme al S. Giovanni Di Dio di Agrigento, e all’Umberto I di Enna sono dei Dea di primo livello, mentre l’ospedale E. Lombardo di Canicattì, il San Giacomo d’Altopasso di Licata, l’M. Chiodo di Piazza Armerina e il Calo Barlotta di Nicosia fanno parte dei Presidi di Base. Come Zona disagiata c’è l’ospedale Suor Cecilia Basarocco di Niscemi, l’ospedale S. Stefano di Mazzarino, l’ospedale Maria Immacolato Londo di Mussomeli, e l’ospedale Branciforte di Leonforte.

 

Tra le novità prevista l’introduzione di quelli che sono chiamati  “dipartimenti interaziendali” (aggregazione di unità operative appartenenti ad aziende diverse) necessari per mettere in comunicazione fra loro gli “Hub” presenti nello stesso territorio (come accade ad esempio a Palermo ed a Catania) in modo tale da superare il problema della presenza, all’intero della rete ospedaliere e sullo stesso territorio, di “doppioni”. Prevista anche l’eliminazione di numerose Unità operative complesse, che comporterà meno primari rispetto ad ora.

Le Unità complesse, cioè le strutture guidate da primari: dalle 1024 previste dalla rete del governo Crocetta passeranno alle 873 previste nel documento di Razza.

Quell’aumento di posti letto annunciato nel precedente piano da 16 mila a circa 18 mila, dal 2016 al 2017 è stata al massimo di 200 in più.

Ciò vuol dire che esiste lo spazio di attivazione soprattutto dei posti relativi alle post acuzie e riorganizzazione degli acuti.

Il piano sarà sottoposto alla valutazione della Commissione Sanità dell’Ars e quindi il successivo decreto assessoriale.

Fonte  Isanitas.it