Nuovo rinvio delle elezioni e della riforma ex province. Csag: daremo battaglia a chi ci considera sudditi

 

Nuovo rinvio per le elezioni dei Liberi Consorzi e Città Metropolitane, che potranno tenersi in una domenica compresa tra il 31 luglio ed il 31 dicembre 2017.

L’Ars è già proiettata alle prossime elezioni regionali, e dato che per le vacanze estive i deputati regionali rnon sono operativi, e visto che ottobre è il mese in cui dovrebbero svolgersi le elezioni regionali, quindi sembra scontato che questa riforma non vedrà l’applicazione prima del 2018. Questo quanto messo in evidenza dal Csag (Comitato per lo sviluppo dell’Area gelese).

“I siciliani, siamo oramai assuefatti alla mala gestione della cosa pubblica che nulla più ci sconcerta” hanno affermato i componenti del Csag.

L’altra questione riguarda le variazioni territoriali e il caos totale derivate dalla decisioni assembleari.

“Sono nate le Città Metropolitane, costituite dai Liberi Consorzi che null’altro sono se non le ex province di Palermo, Catania e Messina, le quali cambiano solamente denominazione. I Liberi Consorzi esistevano già prima, dal 1986, sotto l’egida di «province regionali». “Liberi” lo sono solo a parole, giacché nei fatti sono coatti. L’unica vera novità di questa riforma, sono le variazioni  territoriali, che i comitati promotori, che lavorano da oltre 11 anni all’iniziativa,  hanno «strappato con i denti» ad una Assemblea protesa alla salvaguardia dei giardini elettorali”. Hanno sottolineato i componenti del Csag.

“Noi – afferma il comitato- siamo i cittadini di Gela, Piazza Armerina, Niscemi e Licodia Eubea, capaci di «sfidare» il volere delle aspiranti divinità e pretendenti sovrani che siedono a Palermo, il popolo di queste quattro cittadine che è riuscito ad uscire dalle logiche di potere, ad urlare la violenza che giornalmente subiscono a causa di promesse non mantenute, pronti a dare battaglia, anche legale, a questa regione che, come in una monarchia, ci considera sudditi”.

“Non permetteremo a poche decine di siciliani di tradire le attese del popolo”. Ha concluso il comitato.

 

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