L’occhio del Grande Fratello ti spia

George Orwell 1984Sicuramente non avrebbe mai immaginato che il frutto della sua fantasiosa invenzione “Il Grande Fratello” – l’entità immateriale che personificava e rappresentava il totalitarismo – sarebbe diventata famosa, anche se completamente svuotata dal suo originario valore di denuncia, diventando negli ultimi dieci anni anche un’etichetta commerciale.
“1984”, (Nineteen Eighty-Four), il romanzo dello scrittore inglese George Orwell pseudonimo di Eric Arthur Blair, pubblicato a Londra nel 1949, sviluppa temi già presenti in alcuni saggi e nella favola satirica “La fattoria degli animali” dove l’opera analizza gli ingranaggi di un governo totalitario. Nel prossimo futuro del mondo il potere è concentrato in tre immani Superstati (Oceania, Estasia ed Eurasia) costantemente in guerra tra loro. Come spiega O’Brien, l’astuto e misterioso membro della direzione del partito dominante nello Stato in cui si svolge l’azione, il potere è il Valore assoluto e unico: per conquistarlo non c’è nulla al mondo che non si debba sacrificare e una volta acquistato nulla di importante resta nella vita se non la volontà di conservarlo con ogni mezzo.

Oceania, con capitale Londra, è governata da un Partito Unico secondo l’ideologia del Socing. Capo assoluto è il Grande Fratello, è il volto con cui il Partito Unico ha deciso di presentarsi al popolo. L’occhio spietato dello Stato controlla ogni azione e se possibile gli stessi pensieri di ognuno dei sudditi e nessuno può sfuggire o liberarsi dall’immagine e dal controllo, i microfoni spiano ogni parola, cerca di abituare i cittadini a obbedire senza pensare.
I manifesti del Grande Fratello sono ovunque dove vi appare un uomo con i baffi che con aria minacciosa ammonisce: IL GRANDE FRATELLO VI GUARDA. I tre slogan del Partito sono: La guerra è pace; La libertà è schiavitù; L’ignoranza è forza (nostro malgrado, un presagio di cui abbiamo fatto esperienza e senza che ci fosse bisogno di un’invasione sovietica).

1984 mappaPer annichilire totalmente la mente, disabituare al pensiero, è creata la Neolingua (Newspeak), la lingua ufficiale di Oceania, con un vocabolario ridotto sempre più, rispetto all’Archeolingua, cioè la lingua prima dell’avvento del Grande Fratello. La riforma linguistica prevede sia l’eliminazione di termini sospetti ma anche la riduzione di parole e di strutture grammaticali e sintattiche al solo scopo di impoverire il lessico per privarlo di ogni altro significato che non sia quello letterale.
Le condizioni di vita nei tre Superstati sono le stesse, cambiano solo i nomi delle ideologie secondo le quali sono governati: la filosofia imperante che in Oceania si chiama Socing (Socialismo inglese nella Neolingua di Oceania), in Europa è detta Neo-bolscevismo, mentre in Estasia Culto della Morte o Annullamento di se stessi.
I cittadini, suddivisi in membri interni del Partito, membri esterni e prolet. “I prolet come gli animali sono liberi”, il Partito non li considera neanche esseri umani, vivono in luoghi malsani e squallidi, senza luce né acqua corrente.
Winston Smith, è una specie di simbolo “ognuno” ribelle, poi sempre più preso nell’ingranaggio e infine spiritualmente distrutto dall’onnipotenza spietata del Superstato. Con politica brillante ed efficiente questo tende infatti a distruggere il concetto umanistico di individuo, operando innanzitutto sul linguaggio umano (in cui si esprime e attua la complessità dei pensieri e dei sentimenti): strozzato il linguaggio col terrore e con brutali e raffinate sevizie psicologiche, le aspirazioni individuali passano così sotto il controllo e il dominio esclusivo dello Stato.
La società in mezzo in cui vive Winston è rigidamente stratificata e perfettamente efficiente come una colonia di formiche: nello strato più basso le masse lavoratrici esistono al solo scopo di produrre armi e altri strumenti del potere, nello strato di mezzo un’immensa classe burocratica mantiene in funzione l’ ingranaggio dello Stato, in alto l’oligarchia controlla tutto il complesso attraverso raffinate e feroci tecniche di oppressione fisica e psichica.
La ribellione di Winston contro questo Mostro consiste nel riscoprire e riconquistare mediante il linguaggio la propria intima coscienza di individuo e nell’affermare la libertà e pienezza e riscoprendo la complessità dell’amore.
Sin dall’inizio tuttavia la sua rivolta è minata dalla disperazione: egli sa che l’Avversario è il più forte e lo distruggerà, è solo questione di tempo. Colto in flagrante nella camera segretamente affittata per i convegni d’amore, violando la legge che fa del rapporto sessuale un mero strumento demografico severamente controllato, Winston è gettato in prigione e sottoposto a trattamenti psicologici che lo trasformeranno in un automa. Quando spontaneamente denuncia e tradisce la propria moglie, Winston è finito come individuo, con inconscia abiezione accetta il terrore, il nuovo esasperante linguaggio, il “Newspeak”, con il quale nessun pensiero può essere nascosto, lo squallore insopportabile del Superstato e infine l’immagine odiosa è onnipresente del “Grande Fratello”, il capo che tutto domina e che nessuno potrà mai avvicinare.

È la parabola apocalittica delle grandi paure di Orwell: il totalitarismo, la falsificazione e la perdita di memoria storica indotta dai mezzi d’informazione, la corruzione del linguaggio, l’annullamento dell’identità individuale e il timore di una guerra atomica.
I prolet, per lo scrittore, sono l’unica fonte di salvezza come illustrava Marx nella lotta di classe. Winston lotta per ottenere la libertà (la diversità e specificità individuale), quella del proletariato è lotta per l’uguaglianza sociale. Il mondo di Orwell, come dice Dorfles: ” è la descrizione di cosa avrebbe potuto rappresentare l’applicazione all’Inghilterra di una forma-stato totalitaria di stampo sovietico: … rigide divisioni di classe, con enormi privilegi per la nomenclatura”.
Tetra e impressionante moralità a rovescio che raffigura la morte dell’Uomo, il romanzo rivela una potenza suggestiva, talvolta offuscata dal disperato rigore della tesi che lo scrittore intende dimostrare con ossessivo e acuto pessimismo attraverso l’allucinante esperienza del protagonista.


George OrwellGeorge Orwell, pseudonimo di Eric Arthur Blair (Motihari, 25 giugno 1903 – Londra, 21 gennaio 1950), è stato un giornalista, saggista, scrittore e attivista britannico. 

 

Scene tratte da Orwell 1984 (Nineteen Eighty-Four), film britannico del 1984 diretto da Michael Radford, basato con fedeltà «totale» sul romanzo distopico 1984 di George Orwell, tanto che molte scene sono state girate nel giorno in cui sono ambientate nel libro.
È stato interpretato da John Hurt, Suzanna Hamilton e Richard Burton, alla sua ultima apparizione cinematografica

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