Odyssey: Ai Weiwei in mostra a Palermo

Odyssey

Sembra un fumetto, ma ha la forza dirompente di una fotografia; e come una fotografia immortala sentimenti e situazioni umane; la rabbia, l’orrore della guerra, la fuga, la paura, la disperazione degli accampamenti, la ferocia, la follia del terrorismo; ma anche la speranza racchiusa in un pianoforte suonato in un campo profughi. C’è tutto questo in Odyssey l’opera dell’artista cinese Ai Weiwei, in mostra presso i Cantieri Culturali della Zisa a Palermo.

Si tratta di un’opera incredibile, la più grande installazione a pavimento del mondo, circa mille metri quadrati, un tappeto visivo su cui camminare e su cui rivivere una delle peggiori tragedie che il nostro mondo sta vivendo: il dramma dei migranti e dei rifugiati in fuga da guerre e terrorismo.

Le immagini riprodotte sono tratte dai social media e dal materiale raccolto dell’artista nel corso dei suoi viaggi durante le visite nei campi profughi; ma provengono anche dall’esperienza personale di Ai Wewei, come da lui stesso spiegato: “Ho pensato alla mia esperienza come rifugiato. Quando sono nato, mio padre è stato denunciato come nemico del partito e del popolo. Siamo stati mandati in un campo di lavoro. E’ un’esperienza terribile essere considerato straniero nel tuo paese, nemico del tua gente”. Odyssey trasforma in grafica tutta questa sofferenza; le illustrazioni in bianco e nero che si ripetono attivano una relazione diretta tra memoria storica e comunicazione dell’oggi; i pattern che compongono l’opera sono sapientemente alternati per permettere a chi si trova immerso nell’opera, di avere una visione d’insieme di Odyssey, senza provare un senso di disorientamento davanti alla vastità dell’installazione.

Odyssey è promossa dal Comune di Palermo e da Amnesty International Italia. La mostra resterà visitabile fino al 20 giugno, da martedì a domenica dalle ore 9.30 alle 18.30, presso il padiglione ZAC dei Cantieri Culturali della Zisa a Palermo. Ingresso gratuito.