Oggi giornata internazionale per i bambini vittime di violenza. Se ne parli a scuola

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nel 1982 istituisce la Giornata Internazionale per i bambini innocenti vittime di aggressioni, con l’obiettivo di “riconoscere il dolore sofferto dai bambini in tutto il mondo, vittime di abusi fisici, psicologici ed emotivi”.
 
La data della celebrazione è stata fissata al 4 giugno di ogni anno. Affinché questa giornata non passi sotto silenzio, il Coordinamento nazionale dei docenti dei diritti umani, invita le scuole di ogni ordine e grado a dare piena diffusione a tale ricorrenza, affinché tutte le manifestazioni di abuso o violenza non restino nell’ombra, ma siano sempre oggetto di denuncia.
 
I diritti dei minori sono regolati dalla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza approvata dall’ONU il 20 novembre 1989 e ratificata dall’Italia con la legge n° 176 del 27 maggio 1991. La Convenzione enuncia in 54 semplici articoli i diritti riconosciuti e garantiti a tutti i bambini e le bambine del mondo; nel corso degli anni è stata ratificata da ben 196 paesi, diventando il trattato internazionale sui diritti umani con il maggior numero di ratifiche da parte degli Stati. La Convenzione prevede un meccanismo di controllo sull’operato degli Stati aderenti, i quali sono tenuti a presentare un rapporto periodico sull’attuazione dei diritti dei bambini sul proprio territorio.
 
La violenza nei confronti dei minori è un fenomeno molto diffuso in tutti gli ambienti della società, non può essere circoscritto solo ad alcuni ambiti socio-culturali o geografici. La stessa comunità scolastica, per definizione luogo di crescita, formazione e socializzazione, può trasformarsi in uno spazio in cui vengono consumate pressioni psicologiche, abusi e minacce, spesso ad opera di altri studenti che approfittano della fragilità fisica o morale dei compagni. Altro luogo in cui il minore dovrebbe essere protetto e rassicurato è la famiglia, all’interno della quale, purtroppo, sempre più di frequente vengono registrati comportamenti lesivi dei più elementari diritti dei minori. In tal senso, è noto quanto anche solo l’assistere ad atti di violenza comporti seri disturbi per la crescita ottimale, soprattutto se questi vengono commessi da chi dovrebbe al provvedere al sano sviluppo psicofisico del bambino. Inoltre l’utilizzo sempre più diffuso della rete per mezzo di canali di socializzazione a distanza, consentono a bambini anche in età pre-adolescenziale di raggiungere un pubblico pressoché infinito, con il pericolo di incorrere nel fenomeno del cyber bullismo, o di essere adescati da organizzazioni criminali di varia natura.
 
Per queste ragioni sosteniamo l’importanza di porre l’attenzione della scuola sui diritti dei bambini e degli adolescenti, in particolare sui principi fondamentali che hanno ispirato la stesura della citata Convenzione internazionale: il principio della non discriminazione; il principio del superiore interesse del bambino/adolescente in ogni provvedimento di iniziativa pubblica; il principio del diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo. Il fine è quello di mettere in guardia i genitori da possibili condizioni di rischio e di fornire agli stessi minori strumenti necessari per reagire ad eventuali abusi o violenze. Tali obiettivi si raggiungiono attraverso l’apertura dialogo, la consapevolezza della propria condizione di minore e la denuncia.
 
Angelo Ragusa
 
responsabile cultura Coordinamento Nazionale Docenti Diritti Umani