Oggi incontro al Mise. Lavoratori arrivati a Roma per la Vertenza Gela

Sono arrivati a Roma con due pullman messi a disposizione da imprenditori locali e dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, gli operai dell’Indotto di Gela, che hanno deciso di essere nella capitale in occasione dell’incontro che si svolgerà oggi al Ministero dello Sviluppo economico, e che riguarda lo stato di attuazione del protocollo firmato con Eni il 6 novembre del 2014. Alcuni di essi andranno all’udienza pubblica tenuta da Papa Francesco. Sì proprio colui che aveva raccomandato il vescovo Rosario Gisana di stare vicino agli operai in questo momento di grande sconforto per loro. La Vertenza Gela finora non ha trovato una soluzione, nessun cantiere avviato per la riconversione verde, pochissimi interventi sulle bonifiche promese nel protocollo d’intesa.  A  Roma saranno presenti le parti sociali, amministrazione locale, tecnici del ministero e sindacati. Sul tavolo verrà portata anche la questione della  piattaforma Prezioso K inserita nel cronoprogramma stabilito dai manager Eni. Si chiederanno garanzie per la realizzazione dell’hub che consentirà di aprire nuove possibilità all’area locale. Si chiederà ad Eni di far rimanere in città i 2,2 miliardi di euro previsti nel cronoprogramma, in quanto senza infrastruture la città non potrà andare avanti. Questo almeno è stato ribadito più volte dal vice sindaco Simone Siciliano. L’incontro di oggi è un’occasione di verifica, tra tutte le parti concordatarie, sullo stato di avanzamento degli impegni presi da Eni per la riconversione industriale green, il rilancio dell’esplorazione nel canale di Sicilia antistante la costa Gelese e le azioni di bonifica per la riutilizzabilità degli spazi industriali. Sulla questione è intervenuto anche il Partito Democratico di Gela che ha sottolineato come eserciterà la sua “opera di attenta vigilanza e di supporto perché la vertenza Eni, che è il punto di partenza della più ampia vertenza Gela, possa procedere verso le tappe finali di un reinsediamento industriale rinnovato nelle tecniche e nella compatibilità ambientale”. Il partito democratico supporta l’idea di un modello di città di medie dimensioni che si sviluppi nell’industria, nel turismo balneare e culturale, nelle attività marinare e nell’agricoltura intensiva e distribuita, oltre che nel terziarioavanzato.