Oltre i reperti anche cannoni bellici nel mare di Bulala: a quando il museo del Mare a Gela?

Il mare di Bulala  è colmo di reperti che testimoniano come a Gela fosse stata una delle più importanti città greche. Ma Gela è stata anche il luogo dello sbarco dell’Operazione Husky, durante la seconda guerra mondiale, e il mare di Bulala ancora una volta contiene tale testimonianza. Cannoni americani sono stati sotto il mare di Bulala.

Questa è  la prova provata dell’esistenza di mezzi bellici americani della Seconda Guerra Mondiale giacenti sul fondale del mare di Gela. Le foto appartengono al sub Franco Cassarino, che da diversi anni va scoprendo nel mare di Bulala una quantità innumerevole di reperti archeologici oltre a diversi resti di navi antiche.  I lingotti di oricalchi che rappresentano il più cospicuo ritrovamento al mondo.

 

   Le foto che il sub ha messo a disposizione e che si ha inviati il prof. Nuccio Mulè fanno vedere delle batterie in cui s’intravvede la scritta “Navy  Standard Battery” oltre a quel che rimane di un cannoncino di una mitragliera contraerea. In un’altra foto si riesce a vedere il cannone di un carro armato americano Sherman M4 e persino parti della sua torretta. Nel corso degli ultimi anni Cassarino ha anche segnalato la presenza di diversi ordigni che opportunamente prelevati dai sub della Guardia di Finanza, dei Carabinieri e della Guardia Costiera sono stati fatti brillare al largo del mare di Gela. Questo quanto scritto dal Prof. Mulè

   “Lo scriviamo e lo diciamo da diversi lustri ma sarebbe ora che le istituzioni competenti si attivassero a mappare con opportuni mezzi tecnici il nostro fondale in modo tale da mettere il rilievo oltre le antiche navi e i reperti archeologici, anche i mezzi bellici affondati durante l’invasione di Gela nell’Operazione “Husky”, mezzi bellici che una volta portati in superficie, dopo il loro ripulimento, potrebbero dar luogo al tanto agognato museo dello sbarco. I reperti bellici presenti sul fondale del mare di Gela si riferiscono oltre a diverse navi americane (quali la USS LST 313 carica di pezzi anticarro, la nave munizioni USS Robert Rowan, il cacciatorpediniere USS Maddox, il dragamine USS Sentinel, ecc.) anche a circa una quarantina di aerei C-47 Dakota carichi di paracadutisti abbattuti per errore dalla contraerea degli Alleati la sera dell’11 luglio 1943.” ha detto il prof. Mulè

   “Cassarino ha fatto sempre il suo dovere, chi scrive pure, adesso tocca a coloro che gestiscono le istituzioni e cioè l’assessorato regionale ai Beni Culturali e Identità Siciliana, attraverso la Soprintendenza del Mare, e la Soprintendenza ai Beni Culturali  di Caltanissetta. E se si aggiungesse a tali istituzioni anche l’Amministrazione comunale, l’ente più interessato alla nascita del museo dello sbarco, non sarebbe cosa superflua. Non ci sono più alibi per nessuno. “ Ha concluso il prof. Mulè