Omidicio Sequino e la paura dei gelesi. Un ritorno al passato?

Gente che fuggiva da ogni parte, e che ha trovato rifugio nei negozi ancora aperti. Una scena che a Gela non si vedeva dagli anni ’90, quando si uccideva in ogni angolo di strada nella guerra di mafia tra Stidda e Cosa Nostra. L’omicidio del tassista Domenico Sequino, avvenuto ieri sera in pieno centro storico, ha scatenato molta paura nei cittadini gelesi. Un ritorno al passato? Sequino è stato trivellato da un intero caricatore sparato da parte di due ragazzi, a bordo di un ciclomotore, con tanto di casco integrale in testa, ed è stato ucciso in mezzo alla gente che passeggiava. Una scena di cui i gelesi sono stati testimoni tante volte nel passato. Sequino, 56 anni, a quanto pare aveva precedenti penalli, e nel 2008 era stato condannato per associazione mafiosa. Le indagini,che sono  coordinate dalla procura della Repubblica, ripercorrono il passato del tassista che sarebbe stato affiliato ai Rinzivillo , nelle  due operazioni antimafia, “Tagli Pregiati” e “Cobra”. Ma da allora si è mostrato una persona tranquilla, anche se risulta essersi avvicinato a personaggi del clan della Stidda. Ieri  stava chiacchierando con un amico, accanto al sagrato della Chiesa Madre, quando è stato raggiunto dai proiettili. Lascia moglie e tre figli. Stamani  c’è media nazionale che non parli dell’omicidio di ieri. Questa l’ennesimo duro colpo per Gela, che a una settimana dal Natale sperava di vedere il centro storico animato da gente, mercatini e luci colorate. Invece di luci si sono viste solo quelle delle forze dell’ordine e del 118.

Articoli correlati