On. Federico: l’accordo al Mise richiedeva più razionalità e certezze

Quello con Eni doveva essere un accordo da sottoscrivere con razionalità. Una scelta che avrebbe inciso sul punto di visto storico-economico della città, richiedeva più tempo e certezze. Questo è quanto ha riferito l’on. Pino Federico. Cronoprogramma degli investimenti, con date precise, e numero di operai da impiegare in ogni intervento, era quello che il deputato avrebbe preteso dall’accordo sottoscritto il 6 novembre scorso al Mise. “L’ho sempre pensata in questo modo – ci ha detto l’on. Federico – ma ai deputati non è stato permesso di assistere al tavolo romano”. Il deputato gelese ha sottolineato che sarebbe stato necessario accordarsi, prima della sottoscrizione dell’accordo, con il ministro del Lavoro per garantire agli operai dell’indotto la continuità degli ammortizzatori sociali, fino a quando non si sarebbero concretizzati gli investimenti da parte di Eni. “All’Eni bisognava chiedere precisi interventi strutturali nella nostra città, strade, come la Gela-Siracusa, o la Gela- Licata, o porto, rimasti bloccati per questioni finanziarie. Iniziative che avrebbero dato un nuovo percorso di sviluppo economico a Gela”. Ha commentato Federico. ll deputato è d’accordo con le trivellazioni in Sicilia, ma da effettuare con un sistema di controllo idoneo. “Mi auguro – continua – che si apra l’area di crisi per la nostra città, in modo da essere destinatari di  investimenti regionali e nazionali. Inoltre mi chiedo se ci sarà una continuazione temporale del lavoro degli operai dell’indotto. Ancora su questo non ci sono risposte”

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