Operazione Demetra: reperti provenienti dalle campagne nissene, dal valore di 20 milioni di euro

Gestivano un ingente traffico di beni archeologici provenienti da scavi clandestini in Sicilia, specie nelle campagne del nisseno e dell’agrigentino,  ed esportati all’estero.

Stamani all’alba è stata sgominata dai Carabinieri del Comando Tutela patrimonio culturale, un’organizzazione criminale internazionale, nell’ambito dell’operazione “Demetra”.

Sono state 23 le misure cautelari emesse dal Gip del Tribunale nisseno, con la collaborazione di Europo e Eurojust, e che hanno raggiunto altrettanti soggetti in Regno Unito, Germania e Spagna.

Da anni l’organizzazione gestiva un ingente traffico di beni archeologici provento di scavi clandestini in Sicilia ed esportati illecitamente all’estero. Le indagini, avviate nel 2014, hanno permesso di recuperare oltre 3.000 reperti archeologici per un valore superiore ai 20 milioni di euro.

Le misure di custodia cautelare sono state eseguite in nottata fra Agrigento, Caltanissetta, Catania, Crotone, Enna, Lecce, Napoli, Novara, Taranto, Torino, Ragusa, Siracusa. Due le organizzazioni criminali sgominate dai carabinieri. La prima faceva riferimento alla Sicilia, in particolare Riesi, dove veniva organizzata una fitta rete di tombaroli e corrieri che trasportavano i reperti dalla Sicilia fino alla Germania.

Da decenni, venivano saccheggiate le aree archeologiche nissene ed agrigentine, destinando i reperti a facoltosi collezionisti nel Nord Italia, consapevoli della provenienza illecita dei beni. Il gruppo disponeva anche di falsari, con laboratori individuati nella provincia catanese.

Il secondo filone faceva capo invece ad un mercante d’arte londinese . Grazie ad una rete logistico-operativa a tra l’Italia, la Spagna e la Germania, l’organizzazione era in grado di trafficare considerevoli quantitativi di beni archeologici siciliani. Attraverso dei prestanomi i beni finivano poi nelle aste di Monaco di Baviera. I reperti provenivano soprattutto dalle campagne del nisseno, in particolare da Riesi e dell’agrigentino, dove i tombaroli scavavano nei campi dei contadini. Acquistavano i terreni e poi iniziavano gli scavi.

Fonte Radio Cl