Operazione “Ferro”: I nomi degli arrestati. Evasione fiscale per 17 milioni di euro

Sono Rocco Morgana, 24 anni e Salvatore Bienintende, 68 anni i due niscemesi arrestati durante l’operazione internazionale denominata Ferro, nata dalla collaborazione tra i Carabinieri del Reparto Territoriale di Gela e la Polizia Tedesca del Commissariato KK 23 di Colonia. Sono state eseguite decine di perquisizioni e sequestri di beni, titoli e conti correnti anche in Germania e Olanda grazie alla Cooperazione Internazionale tra organi di polizia. Eseguiti, complessivamente, 9 mandati di arresto, di cui 6 in Germania, 2 in Italia (i due niscemesi) ed uno in Olanda (originario di Niscemi).
L’indagine è stata avviata a Colonia dove gli indagati, facenti parte di un’organizzazione, hanno creato società di comodo al fine, da un lato, di evadere milioni di euro dal fisco tedesco, e dall’altro di poter sfruttare manodopera in nero, alterando gravemente la concorrenza nel mercato edile rispetto alle imprese tedesche che si muovevano nella legalità. Secondo il  Codice Penale Tedesco, i reati di cui i nove devono rispondere sono: evasione fiscale in concorso con aggravanti, all’omesso versamento dei contributi previdenziali e dell’assicurazione sugli infortuni sul lavoro, appropriazione indebita di retribuzioni e contributi dei lavoratori.
Le società di comodo create dagli indagati ed intestate a soggetti con falsi documenti d’identità hanno perseguito una doppia finalità. La prima è di impiegare operai edili non ufficialmente ingaggiati. La seconda è quella di c.d. “cartiera” ovvero produttrice di fatture false che venivano utilizzate dai clienti della società di comodo per dichiarare al fisco costi maggiori rispetto a quelli effettivamente affrontati, creando così fondi neri, frutto dell’evasione dell’IVA, con i quali pagare operai in nero o finanziare altre attività illecite. Le false fatture venivano pagate con bonifici alla società di comodo che ristornava al cliente quasi l’intero ammontare della fattura, in questo passaggio si inseriscono gli indagati, ovvero i burattinai dell’organizzazione che trattengono il 10% circa della fattura.
L’evasione fiscale ammonta a 17 milioni di euro mentre le società cartiera hanno generato un incasso per il solo anno 2014 di oltre un milione e cinquecentomila euro. Gli indagati hanno occultato una gran parte del profitto dei reati reinvestendoli in Italia o facendoli transitare su conti correnti in banche italiane intestati a parenti. A confermare questo dato il sequestro, operato a Niscemi dai Carabinieri – nei confronti di un indagato tratto in arresto in Olanda e ritenuto uno dei vertici dell’associazione – di tre immobili, due conti correnti ed un terreno di 2000 mq, dal valore complessivo stimato in un milione di euro circa. 
Le indagini si sono protratte per un periodo circa 5 anni. Gli arrestati sono stati condotti alla Casa Circondariale di Gela.
 

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