Operazione Polis: ecco gli arrestati e i particolari del voto di scambio a Niscemi

Al centro di scambi elettorali e affaristici ci sarebbero stati il boss di Niscemi Giancarlo Giugno detenuto, e l’ex sindaco Francesco La Rosa, sconfitto al ballottaggio di domenica scorsa dal neo sindaco Conti.

Giugno e La Rosa sono stati arrestati oggi dalla polizia di Stato di Caltanissetta, con loro anche il capomafia di Gela Alessandro Barberi, da tempo recluso in carcere. Oggi nella conferenza stampa in Procura di Caltanissetta, il capo della Squadra mobile Marzia Giustolisi , ha spiegato che il patto era stato siglato n vista delle elezioni del 2012 e ha certamente condizionato l’amministrazione in questi anni. Da quelle elezioni sono partite le indagini che hanno portato a nove ordinanze di custodia cautelare.

I soggetti colpiti dal provvedimento del Gip di Caltanissetta durante l’operazione denominata Polis sono, oltre al boss di Niscemi Giancarlo Giugno, e l’ex sindaco Francesco La Rosa, 54 anni, Salvatore Ficarra, 47 anni; Francesco Spatola, 53 anni; Francesco Alesci, 48 anni; l’ex consigliere Calogero Attardi, 31 anni; il padre imprenditore Giuseppe Attardi, 54 anni; Salvatore Mangione, 47 anni; il fratello Giuseppe, 44 anni. Nel particolare Giugno, Ficarra, Spatola e Alesci sono accusati di associazione di tipo mafioso, per aver fatto parte di Cosa nostra; La Rosa, gli Attardi e i Mangione di scambio elettorale politico-mafioso in concorso.

 Le indagini sono state svolte dalla Squadra  mobile di Caltanissetta unitamente a quelli del commissariato di Niscemi e Gela. Gli appartenenti a ‘Cosa nostra’ di Niscemi e di Gela si incontravano in aperta campagna per discutere degli accordi politico-mafiosi. In particolare è stato accertato la stretto interesse mostrato dai mafiosi niscemesi per la politica e per le elezioni amministrative del maggio 2012. Ricordiamo che il 18 luglio 1992 il Comune, dopo la sindacatura di Paolo Rizzo, cognato del boss Giugno, era stato sciolto per infiltrazioni mafiose, Giugno ha mostrato  particolare attivismo politico influenzando gli equilibri politici locali nel periodo di piena campagna elettorale. Il boss era interessato alle elezioni amministrative del 6 e 7 maggio 2012 e al successivo ballottaggio del 20 e 21 e all’elezione di La Rosa, che era già stato consigliere comunale, provinciale ed assessore di Niscemi, e anche all’elezione di Calogero Attardi, iscritto alla lista civica dell’ex sindaco La Rosa, a consigliere comunale.

A tali elezioni era interessato anche Alessandro Barberi, all’epoca reggente di Cosa nostra a Gela. Quest’ultimo si incontrava segretamente con Giugno, ma manteneva manenendo contatti con i suoi cognati, tutti residenti a Niscemi, Ficarra e Spatola. Giugno aveva rivestito anche il ruolo di consigliere comunale a Niscemi nel 1991, anno in cui è stato arrestato. Sarebbero state le dichiarazioni del pentito Ciro Vara e quelle dei collaboratori di giustizia gelesi Massimo Carmelo Billizzi e Emanuele Celona a confermare il ruolo di collettore tra mafia e politica di Giugno. Le intercettazioni durante le elezioni del 2012 hanno documentato anche il prezzo pagato dai politici: denaro, assunzioni, turbativa delle gare, l’acquisizione di commesse.