Ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, Federica Giorgio: “La situazione rischia di diventare drammatica, se non lo è già”

Caltanissetta – “In questi mesi ho assistito, con grande dispiacere, a un susseguirsi di notizie tutt’altro che positive riguardanti il nostro spedale ‘Sant’Elia’, individuato come Dea di II livello e, quindi, polo d’eccellenza al pari di altri presenti nelle città metropolitane siciliane. Ho aspettato un po’ prima di scrivere per poter meglio verificare, per non fare dell’inutile allarmismo, ma la situazione che si sta prospettando rischia di diventare drammatica o forse lo è già”.

Scrive una lettera aperta Federica Giorgio, segretario del Circolo Centro Storico del Pd di Caltanissetta. “Proprio in questi giorni – si legge – stiamo assistendo a un vero e proprio esodo da parte dei più validi primari, troppo frustrati e impossibilitati a svolgere il proprio lavoro per le condizioni in cui operano: in continua emergenza a causa della mancanza di personale medico, ausiliare e infermieristico. Dal versante dell’utenza, si registra una serie di proteste da parte di coloro che, ricoverati per interventi programmati, dopo tempi di attesa lunghissimi si vedono dimettere per mancanza di anestesisti.

Altra piaga i tempi di attesa per le prenotazioni di visite specialistiche, oltre a quelli a cui sono sottoposti coloro che si trovano costretti a ricorrere a quello che dovrebbe essere un ‘pronto soccorso’. Che fine ha fatto l’Hub? Esiste solo sulla carta? Che fine ha fatto la programmazione? Si è pensato forse di procrastinare il tutto alla nomina del nuovo management? Pensiero non così peregrino – continua Federica Giorgio – visto che si sente tergiversare sulla questione, nell’attesa dell’insediamento di un nuovo manager. Il divario tra nord e sud aumenta in modo esponenziale, ma non gli stipendi! Chi paga tutto questo?

Credo che sia necessaria una verifica attenta e costante dei risultati, in modo tale da poter intervenire tempestivamente qualora si riscontrino errori di valutazione o attuazione, perché in gioco c’è la vita delle persone. Oggi si stima che la sopravvivenza a certe malattie al sud sia più bassa di alcuni anni rispetto ai malati che si curano al nord. Il cittadino in questo contesto è sempre più privato dei suoi diritti inalienabili sanciti dall’art. 32 della nostra Costituzione.

Leggo che il sindaco ripone speranze nel nuovo manager appena nominato, il dottor Caltagirone. Tutti noi speriamo che possa mettere fine all’esodo in corso. Chiedo che si faccia luce e chiarezza su quanto sta accadendo – ha concluso – che si trovino delle soluzioni immediate, concrete e definitive per non far pagare ai cittadini, soprattutto ai più bisognosi, gli esiti delle incongruenze della cattiva e provvisoria gestione, perché, se non si sta attenti, si sa, nulla è più definitivo del provvisorio”.