Ostetricia e ginecologia. Troppo lavoro e personale insufficiente

Sono stracolmi di lavoro i dipendenti  del reparto di ostetricia e ginecologia sito al terzo piano dell’ospedale Vittorio Emanuele di Gela, che serve anche pazienti provenienti da Niscemi e Mazzarino, dopo la chiusura delle rispettive unità.  L’anno scorso sono state 795 le nascite e circa 1200 i ricoveri ordinari, per non considerare anche le visite ambulatoriali. I numeri corrispondono ad assistenza infermieristica e ausiliare e interventi di ginecologia e ostetricia. Da considerare che il reparto comprende 11 infermieri, 8 ginecologi, di cui due andranno in pensione tra un paio di settimane e già sono assenti per smaltimento di ferie arretrate. Inoltre in servizio vi sono anche 9 ostetrici. Una pianta organica incompleta, che rende difficoltoso poter gestire tutto quel lavoro in un reparto caratterizzato da ricoveri continui, e controlli giornalieri su donne che stanno portando a termine la gravidanza. Oltre ai medici, ridotti ormai a sei, gli ostetrici hanno potuto contare solo adesso, dopo tre anni dalla chiusura dei reparto ginecologia di Niscemi e Mazzarino, dell’aiuto di due sanitari provenienti dall’unità niscemese, ma ancora si è in attesa di altri tre che dovrebbero arrivare da quella di Mazzarino. Attualmente in servizio gli ostetrici sono 9,  di cui una con contratto a tempo determinato. Ma realmente dovrebbero essere 12 come unità operativa di I livello. E come ginecologia di II livello, così come dovrebbe essere considerato il Vittorio Emanuele secondo la nuova pianta organica, almeno il doppio. Un altro punto dolente riguarda il personale infermieristico. Sono 11 le infermiere in servizio, tra loro anche due con contratto a tempo determinato, rinnovato solo qualche settimana fa. Anche in questo caso secondo i numeri della pianta organica le infermiere dovrebbero essere 15. Insomma un reparto in cui non ci si può permettere di fermarsi un solo istante. 

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