Padre Luigi, il ritorno a San Giacomo. Come è cambiato il quartiere in vent’anni- Tante le iniziative

Don Luigi Petralia torna nella parrocchia San Giacomo Maggiore dopo 14 anni. Dopo la sua ordinazione sacerdotale, avvenuta il 29 Giugno 1996, ha svolto la sua opera pastorale come viceparroco nella parrocchia di San Giacomo Maggiore. Ed è proprio in questa parrocchia che il 15 Settembre 2018 il Vescovo Mons. Rosario Gisana lo ha inviato come nuovo parroco in seguito al trasferimento di Don Gaetano Condorelli.

-Padre Luigi, lei torna dopo 14 anni, in cosa trova cambiato il quartiere di San Giacomo?

Beh in 14 anni sono tante le cose che sono cambiate, ma più di tutto la gioia è stata quella di vedere coloro che erano bambini essere oggi marito,moglie, madri e padri. Ecoloro che erano già una famiglia ora essere nonni. Sono cresciuti all’interno delle realtà parrocchiali facendo avvicinare altre famiglie con la testimonianza della loro vita.
14 anni fa la piazza San Giacomo era alla mercè di giovani slavi, rumeni e albanesi che già dalle prime ore del pomeriggio venivano ad ubriacarsi e a creare scompiglio.Oggi posso dire che la piazza è più vivibile e consente ai ragazzini di giocare liberamente.

– Quali sono le esigenze che ha dovuto maggiormente attenzionare da quando è arrivato?

In primis ho dovuto attenzionare i poveri e le loro esigenze. Il quartiere di San Giacomo era ed è tutt’ora purtroppo ricco di famiglie in difficoltà che ho dovuto aiutare con gesti concreti. Ecco il motivo dell’istituzione del banco alimentare che sicuramente non risolve il problema alla radice ma ci da comunque la possibilità di far tirare un sospiro di sollievo a queste famiglie. Un secondo passo sarà quello di aiutarli nel trovare una sistemazione lavorativa, perchè è il lavoro che nobilita l’uomo e dà loro la possibilità di rendersi autonomi e liberi dagli aiuti che offrono la chiesa , i servizi social ecc…
Un’altro importante attenzione è stata data alla cultura, alla scuola e al sussidio che la parrocchia può offrire ai ragazzi.Ho sentito il bisogno di creare un doposcuola dove i bambini e i ragazzi possono fare recupero e/o potenziamento delle materie scolastiche . Il servizio che la parrocchia offre è completamente gratuito e aperto a tutti, ma in special modo a quelle famiglie che non hanno la possibilità di pagare un docente per seguire i propri figli.

Quali altra attività sono state istituite?

Io credo che lo sport sia un veicolo attraverso il quale insegnare i veri valori e il rispetto delle regole fin dalla tenera infanzia. Inoltre dà la possibilità di creare nuove interazioni sociali che permettono al bambino e al ragazzo di rapportarsi in un ambiente nuovo da quello a cui è abituato, come la scuola e la famiglia. Per questo abbiamo creato una scuola calcio, la scuola di pallavolo ma anche un laboratorio di teatro che racchiude danza, canto e recitazione in modo che ognuno possa trovare il proprio posto a prescindere dal cammino di fede .
Il laboratorio di teatro è aperto anche agli adulti.
Qual è per lei il valore più importante all’interno di un contesto parrocchiale?
In assoluto l’unità, la coesistenza e la collaborazione tra le varie realtà e gruppi parrocchiali presenti in parrocchia. “Vi riconosceranno da come vi amerete ” è scritto nel Vangelo. Ecco è questo ciò che io desidero. Che si collabori al fine di servire Cristo e la Santa Madre Chiesa lavorando in fratellanza ed unità nella vigna del Signore.
In caso contrario non avremmo più credibilità, perchè non incarniamo il messaggio evangelico che è l’amore di Dio.

-Quali sono i nuovi appuntamenti istituiti per la vita della parrocchia?

Il primo venerdì di ogni mese ci sarà l’adorazione eucaristica comunitaria,quindi aperta a tutta la parrocchia, subito dopo la celebrazione che solo in questa occasione sarà celebrata alle ore 19. L’animazione della celebrazione e dell’adorazione sarà affidata al gruppo Shalom del Rinnovamento nello Spirito presente in parrocchia.Tutta la vita della parrocchia deve partire dall’eucaristia. Deve essere un cammino Cristocentrico da cui tutto parte e a cui tutto ritorna.
Il secondo giovedì di ogni mese, al termine della celebrazione eucaristica, ci sarà l’amministrazione del sacramento dell’unzione degli infermi. Questo sacramento non è relegato esclusivamente alla fine della vita , ma ogni persona sia questo bambino ,giovane o anziano può accostarsi al sacramento per ottenere la guarigione del corpo e/o dell’anima.

– Come mai ha spostato l’altare in cui celebra?

Mi sentivo troppo distante dai miei parrocchiani. Ho sempre preferito sentire il calore delle persone che mi circondano.

-Ci saranno lavori strutturali all’interno della chiesa e dei locali parrocchiali?

Ho trasferito l’ufficio del parroco da dov’era a dove 14 anni fa avevo il mio ufficio da vice parroco; alcuni locali sono stati adattati e resi idonei per ospitare il banco alimentare. Sono state montate mensole, installati frigoriferi e imbiancate pareti grazie all’aiuto di alcuni volontari parrocchiani che hanno svolto un lavoro davvero ottimo e meticoloso. Per il resto vedremo in futuro.

-Domenica 4 Novembre avverrà l’immissione canonica come nuovo parroco, come si sente?

Ė ovviamente per me una grande gioia. La celebrazione sarà officiata dal Vescovo Mons. Rosario Gisana che mi presenterà alla parrocchia come nuovo parroco, anche se sono già parroco con tutti gli oneri, diritti e i doveri dal 15 Settembre. Il vescovo con questa celebrazione viene a darmi il suo appoggio e la sua benedizione per questo nuovo percorso .