Pagano “sul caso Gela”: non ero d’accordo sul protocollo, ma ora chiedono il mio aiuto. Sarò a disposizione degli operai, uniche vittime

Dopo il deputato nazionale grillino Azzurra Cancelleri, anche il deputato nazionale nisseno Alessandro Pagano (Ncd-Udc), interviene sulla lettera aperta che è stata inviata dal Presidente della Regione Rosario Crocetta, Il Sindaco ed il vice Sindaco di Gela, i segretari generali regionali e provinciali di Cgil, Cisl e Uil al governo nazionale e alla deputazione nazionale nissena, per chiedere un incontro urgente per trovare una soluzione al Caso Gela e per ottenere interventi mirati a mitigare la gravissima crisi occupazionale del territorio (ammortizzatori straordinari, sospensione di oneri fiscali, procedure prioritarie per i progetti di bonifica). 
«Faccio presente – ha comunicato il deputato nazionale –  che, fin da subito, mi sono attivato per ottenere un incontro con la vice ministro Vicari (ministero per lo sviluppo economico) per riuscire a capire quale sia la reale situazione del territorio gelese rispetto al protocollo sottoscritto con Eni. La grave crisi, purtroppo imprevedibile,  che attanaglia i lavoratori gelesi mi obbliga ad intervenire seppur, non posso non dirlo, molti degli scriventi si ricordano di questa deputazione solo adesso. Anzi, per essere più precisi, non se ne ricordano neppure adesso. Con mio estremo rammarico – continua l’on. Pagano – sono venuto a conoscenza di un nuovo incontro già fissato al Mise giorno 14 di questo mese al quale, in maniera incomprensibile, non vengo nuovamente invitato. Ricordo a me stesso che, comprendendo l’importanza del protocollo che stava per essere firmato il 6 novembre 2014 a Roma, mi presentai al Mise (Ministero per lo sviluppo economico) per mettermi a disposizione affinché si potesse avere un accordo che non mortificasse Gela ed i suoi lavorati. Purtroppo, già in quella occasione, mi fu risposto dal Governatore Crocetta e dal ministro Guidi che non ero “accreditato” e che, in sintesi, non potevo dare una mano. Allo stesso incontro, però, erano ben presenti gli stessi mittenti della “lettera aperta” insieme a molti loro “collaboratori” più o meno accreditati. Gli stessi presenti che adesso mi vorrebbero coinvolgere e che, al momento della firma, non hanno eccepito nulla rispetto la mia estromissione dal tavolo delle trattative. Pare che, dopo averlo firmato, e dopo averlo gestito in maniera esclusiva per oltre un anno, gli scriventi, tardivamente, si siano accorti che quell’ accordo, determinante per la vita economica di Gela, non ha prodotto niente. Gli stessi, sorprendentemente, non curandosi di tutti i comunicati stampa da me inviati, tutti contrari al protocollo sottoscritto, si ricordano di me solo adesso che la loro creatura, nata e cresciuta esclusivamente da loro, sta uccidendo un intero territorio. Questo lo ricordo solo per dovere di cronaca, per amore della verità, e per evitare che i responsabili di un accordo così devastante possano cercare in me o in altri inutili alibi. Sì, è facile capire chi siano i responsabili: sono gli stessi che gelosamente hanno voluto sottoscrivere da soli quel tragico accordo apponendovi le loro firme. Non posso però dimenticare – conclude il deputato –  che, nonostante tutto, il mio compito è quello di attivarmi immediatamente per tentare di ottenere quanto più sia possibile per contenere l’attuale emergenza occupazionale e sociale che quell’accordo tanto osannato ha generato mettendomi a disposizione dei lavoratori che sono le vere vittime di quell’atto. E’ chiaro che, essendo stato coinvolto solo dopo la firma, e solo dopo il fallimentare tentativo degli scriventi di dare attuazione al protocollo da loro firmato, non possa promettere miracoli ma solo massimo impegno».