Il museo dell’innocenza di Orhan Pamuk

Il “Museo dell’Innocenza” (Masumiyet Muzesi) oltre ad essere un romanzo è anche un vero museo e sono andata a visitarlo anche per  voi. Sono  arrivata a Dalgiç Çikmazi, una minuscola traversa del quartiere europeo Çukurcuma  nel cuore di Cihangir.  Il museo si nasconde dentro una delle tante case in legno  la cui unica particolarità è il colore rosso della facciata, ho portato con me il libro perché, a pagina 563, della versione italiana,  si trova il fac-simile di un biglietto che ti permette di entrare gratuitamente. All’ingresso un addetto al museo ha impresso con un timbro sul fac-simile, una piccola farfalla rossa, il simbolo  del museo che riproduce la forma degli orecchini indossati da Füsun, protagonista del romanzo, durante la loro prima notte d’amore. Per la prima volta ho avuto il privilegio di toccare con mano i capitoli del libro.
 
il mio libro

Ottantatre teche di legno corrispondenti ai capitoli del romanzo. Qui sono  conservati gli oggetti che il protagonista, il signor Kemal Basmacı, ha raccolto, comprato o, a volte, rubato, pur di tenere con sé, sempre viva e reale, la memoria di Füsün, la donna amata e irraggiungibile. Ogni teca intitolata come il capitolo corrispondente, ospita  gli oggetti che Pamuk-Kemal ha accumulato come: sigarette, foto, suppellettili, l’abito a fiori di Füsun, ecc., che ricordano  i diversi frammenti della storia d’amore.
Accanto alla scala che conduce ai piani superiori c’è trascritto l’incipit del libro: «Era l’istante più felice della mia vita, e non me ne rendevo conto».

Istanbul si riconosce dai suoni in sottofondo che ci accompagna  per i tre piani, come: i rombi dei traghetti sul Bosforo, le onde del mare, il canto del muezzin, magari proveniente da una delle moschee citate, forse quella di Teşvikiye nel ricco quartiere non lontano da Taksim. Il libro è un atto d’amore verso i musei, la sua città, in cui è nato e vive,  le strade e i quartieri dove ha trascorso l’infanzia e la giovinezza,  Pamuk ha investito parecchie energie, ha impiegato quasi 15 anni, per la realizzazione del progetto della suo Museo dell’Innocenza, la casa-museo che ospita tutti gli oggetti del libro, che ha collezionato per anni.

le mie foto

Romanzo e museo raccontano l’intensa ma contrastata storia d’amore fra Kemal, rampollo di una ricca famiglia stambuliota a un passo dal fidanzamento con la ricca Sibel, e Füsun, una cugina povera,  impossibile da sposare secondo i criteri della società turca anni ’70. Nel museo e nel romanzo realtà e fantasia si mescolano fino al punto da non capire più se la storia è solo frutto della fantasia dello scrittore oppure è realmente esistita.
Nel libro gli oggetti descritti sono quelli di una Istanbul degli anni ’70 ’80 del Novecento, nel museo gli stessi oggetti sono presenti, ma molti riprodotti da abili artigiani, la stessa casa in cui abita Füsun con i genitori, nel romanzo (sede del museo) è a tre piani, costruita alla fine dell’Ottocento, situata vicino al Liceo italiano e al Consolato.
Al terzo piano sono esposti il letto su cui Kemal si sdraiava quando raccontava la sua storia a Pamuk che ascoltava seduto su una sedia, anch’essa presente nel museo, sempre nello stesso piano, in un’ampia vetrina sono affissi i manoscritti originali del romanzo con tutte le note dello scrittore.

All’entrata  del museo, sul pavimento, è disegnata la spirale del tempo di cui si parla anche nel romanzo, è il simbolo della concezione aristotelica del tempo come linea che unisce i singoli istanti indivisibili. Ogni oggetto nel museo, sia mozzicone di sigaretta, specchio o cartoline dell’Hilton, ci aiuta a ricordare quei momenti, a trasformare lo spazio in tempo, nel romanzo Kemal paragona la sua storia a una spirale perché anche a lui sembrava di disegnare cerchi sempre più grandi intorno a un cerchio ma non riusciva del tutto a staccarsi dal punto di partenza cioè l’amore. Dalla soffitta del museo il pavimento tre piani più basso si vede come la spirale forma la linea del tempo, così la linea che unisce gli oggetti e crea una storia.

Come ci tiene a precisare Kemal:«Il Museo dell’Innocenza sarà sempre aperto per gli innamorati che non trovano un posto a Istanbul dove baciarsi».

Inaugurato il 28 aprile 2012, oggi una delle mete turistiche più frequentate della città, con diverse migliaia di visitatori ogni anno ma, come stabilito dallo stesso Kemal nei colloqui con Pamuk quando, alla fine del libro, gli chiede di essere lui a realizzare romanzo e museo, l’esposizione non deve accogliere  più di cinquanta ospiti alla volta, e, dunque, è possibile godere con tranquillità della particolare atmosfera creata al suo interno.

 

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