Panifici aperti due domeniche al mese: monta la protesta delle associazioni panificatori

“Valuteremo se intraprendere, congiuntamente, apposite azioni legali per far valere le nostre ragioni”. “Anche questa volta le nostre richieste sono rimaste inascoltate”. Questo quanto dichiarata dalla Cna, Confartigianato, Casartigiani, Claai e Confesercenti che bocciano il Decreto, pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale della Regione, con cui l’Assessore alle Attività Produttive ha ridisciplinato  l’attività di panificazione in Sicilia.

 Il decreto pubblicato in Gazzetta ufficiale  prevede che panifici potranno rimanere aperti due domeniche al mese e modifica il precedente provvedimento che obbligava a non panificare durante quattro domeniche e i festivi. Le amministrazioni comunali potranno prevedere turnazioni diverse, sentite le associazioni di categoria. Gli operatori sono tenuti a rendere noto al pubblico l’orario ed i giorni di effettiva apertura e chiusura della propria attività mediante cartelli o altri mezzi idonei di informazione, recita il decreto.

“Sarebbe il caso di dire come prima peggio di prima – sottolineano le cinque Organizzazioni datoriali.

Viola espressamente “la direttiva Bolkestein, recepita dall’ordinamento giuridico italiano, il cui obiettivo è quello di favorire la libera circolazione dei servizi e l’abbattimento delle barriere tra i paesi, e violano nettamente la volontà della maggior parte dei panificatori, che noi rappresentiamo, i quali valutano la decisione dell’Assessore come una soluzione piratesca che non risolve il problema principalmente  avvertito dalla categoria, cioè quello di favorire, in occasione della chiusura obbligatoria della prima e della terza domenica di ogni mese, la grande distribuzione organizzata. Non comprendiamo l’atteggiamento dell’Onorevole Turano che ci ha regolarmente convocati, ci ha ascoltati, ma alla fine ha agito senza tener conto delle nostre proposte. Siamo profondamente rammaricati per come sono andate le cose, anche perché, dopo i primi positivi incontri, confidavamo nella sua riconosciuta sensibilità e disponibilità per potere sanare e migliorare il Decreto Lo Bello. “