PARALIMPIADI 2016: MARTINA CAIRONI E’ LA PORTABANDIERA

Sarà Martina Caironi la portabandiera italiana per le Paralimpiadi di Rio de Janeiro, in programma questa estate dal 7 al 18 settembre.

Undici giorni di gare e festa, ad aprire le danze Martina Caironi

Il suo momento sarà in pista, a lei l’onore e l’onere di stupire il mondo con la sua velocità. Ma l’emozione della gara, quest’estate, si sommerà a quella del debutto come portabandiera italiana. Martina Caironi, già nel corso dei Giochi Paralimpici di Londra 2012, si è imposta all’attenzione del grande pubblico come una straordinaria atleta con un vero e proprio debutto da record: medaglia d’oro e primato mondiale dei 100 metri categoria T42 (15.87 il tempo). «Quando mi ha chiamato il presidente Luca Pancalli – ha raccontato alla stampa una emozionatissima Caironi – pensavo fosse uno scherzo. Mi ha detto di venire a Roma e che avevano scelto me: adesso realizzo un sogno. Proprio io! Con il tricolore davanti ai miei compagni di squadra, nello stadio dei Giochi…».  

Un medagliere da invidia per la runner di Bergamo

La sfida contro il tempo e contro la sua disabilità Martina l’ha vinta da tempo. anno dopo anno ha macinato e fatto a pezzi secondi, sbriciolando un record dopo l’altro. Atleta delle FiammeGialle, ha subito l’amputazione di una gamba a 18 anni, a causa di un grave incidente automobilistico. Ma questo non l’ha fermata, anzi. . «Non sono una persona che porta rancore, anzi. Quello che mi è capitato a 18 anni l’ho trasformato in rabbia positiva e quando corro spero di dimostrarlo. La vita offre sempre un’occasione…», ha spiegato l’atleta di Bergamo. E i risultati sono arrivati presto e Londra ha rappresentato solo l’inizio. Subito sono arrivate le medaglie di Lione (un solo anno dopo, nel 2013) e Doha (nel 2015). Qui Martina ha segnato un nuovo record, abbattendo il muro dei 15 secondi sulla distanza (14.61). Lo scorso anno, in tre diverse occasioni, ha abbattuto il record del mondo nei 200 metri. 

Di corsa alla meta, senza mollare mai

Ventisei anni, una vita che già ne racconta due. Quella di Martina è la storia di una ragazza come tante che un giorno si riscopre straordinaria atleta, capace di guardare oltre e superare i suoi limiti, le sue paure. Nel 2007, a 18 anni, Martina rimane coinvolta in un incidente automobilistico che porta via una gamba e le impone di indossare una protesi. È qui che Martina scopre l’altra sé, quella capace di accettare la sfida e vincerla, con tenacia, resistenza, duro lavoro. È a Budrio, in provincia di Bologna, nel centro d’eccellenza per la realizzazione di protesi artificiali, che Martina capisce quale sarà la sua strada. È dalle immagini viste nel centro che raffigurano atleti disabili che trae ispirazione per il nuovo percorso che vorrà seguire appena possibile. Dall’incontro con Alessandro Kuris (ex-campione paralimpico di salto in alto) e Mario Poletti (il suo attuale allenatore) nasce una nuova Martina, quella che farà dell’agonismo la sua vita.

L’aria sul viso, la storia di Martina si fa film

La sua non è una storia comune ma è una storia che può essere da esempio a molti. I successi conquistati, le batoste, la testa sempre alta, le sfide sempre affrontate con la consapevolezza che i risultati non sono mai regali ma conquiste. Tutto questo, tutta Martina, è nel documentario “L’aria sul viso”, girato da un suo compagno di scuola media, Simone Saponieri. Una lezione di vita quella imposta a tutti da Martina che aggiungerà un nuovo importantissimo tassello nella cerimonia inaugurale delle Paralimpiadi di Rio 2016, l’evento internazionale dedicato al mondo dello sport e della disabilità maggiormente atteso, come è possibile apprendere dall’articolo che al tema dedica AbilityChannel. 

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