Parcheggio Arena: una triste storia che attende ancora il suo lieto fine

Era il 24 giugno del 2016 e l’allora assessore Flavio Di Francesco in un’intervista dichiarò l’inizio dei lavori di manutenzione, ripristino e messa in sicurezza del parcheggio Arena.

Oggi, un anno e mezzo dopo, lo stesso parcheggio rischia la chiusura. Uno schiaffo in faccia a tutti i cittadini che speravano finalmente di poter usufruire in totale sicurezza e comodità di una struttura riservata ai veicoli, una speranza che però sembra ancora lontana.

I lavori prevedevano il rifacimento dell’impianto di illuminazione e di quello di videosorveglianza, con lo scopo di evitare atti di vandalismo e il ripristino degli ascensori. Il tutto per un importo pari a circa centomila euro. Interventi che vennero portati a conclusione, fatta eccezione per gli ascensori per cui “le somme erano già state impegnate – come dichiarato da Di Francesco – ma non spese, perché la ditta non poteva operare in quelle condizioni”.

Qualche mese dopo giunse la notizia dell’apertura del parcheggio, comunicazione subito rettificata dall’amministrazione che chiarì piuttosto che si trattava soltanto di un’apertura parziale.

A chiedere spiegazioni furono diversi consiglieri, fra questi Bennici e Siragusa, che avanzarono più volte dubbi e perplessità alla giunta sullo stato precario della struttura. Passarono i mesi e vennero rubate quattro telecamere al secondo piano e vandalizzati gli estintori.

Il 13 luglio del 2017, come recuperato da un’intervista rilasciata a un’emittente locale, la parola passò all’allora assessore alla Polizia municipale Rocco D’Arma, il quale, dopo l’ennesimo raid vandalico, paventò già al tempo una possibile chiusura o comunque interventi di sicurezza maggiori, evitando così di rimanere fermi e inermi davanti all’agire indisturbato di alcuni.

Otto mesi fa l’ennesimo oltraggio: il sistema di illuminazione distrutto e il parcheggio trasformato in scenario di riti satanici, spaccio e impennate con i motorini.

La soluzione sembrerebbe tanto essere quella di un affidamento e di una gestione del parcheggio più stabili e duraturi, aprendo la strada anche a imprenditori pronti a investire sulla struttura.

“Basta ad affidamenti semestrali o annuali – ha tuonato l’assessore Valentino Granvillano – occorre un bando serio e responsabile che imponga anche parametri più rigidi di affidamento, nell’ottica di una logica immediata di ripristino. Parlo di un impegno finanziario, di investimenti sulla struttura, di un servizio di guardiania h24. La chiusura del parcheggio – ha concluso – costituisce un obbligo giuridico e un dovere morale perché la struttura non risponde agli standard di sicurezza”

Intanto questa continua a essere una delle storie più tristi che ancora una volta umilia una città che parla tanto di turismo, una storia che attende ancora il suo lieto fine, un libro aperto che sembra troppo distante dalle ultime pagine.