“Parenti serpenti”: i nomi dei 16 arrestati e i particolari dell’operazione

Ecco i nomi dei 16 arrestati dalla Polizia di Stato che sarebbero responsabili di furti, rapine e spaccio di sostanze stupefacenti. Gli arresti sono avvenuti stamani, alle 3;00, nell’ambito dell’operazione “Parenti Serpenti”, in collaborazione con  il personale del Nucleo Prevenzione Crimine di Palermo, del Commissariato di P.S. di Niscemi e dalle Squadre Mobili di Caltanissetta, Catania e Foggia.  Arresti scattati per  Mario Cammalleri di anni, nato a Foggia, ma residente a Gela; Alessandro Di Fede, nato a Caltagirone 24 anni fa ma  residente a Gela;  Carmelo Manuel Gerlando gelese di 22 anni; per Fabio Mirisola di 20 anni, nato a Napoli ma residente a Gela,  per il gelese, Giovanni Rinzivillo, di 26 anni, e per il catanese Sebastiano Sardo di 28 anni. Arresti domiciliari per il gelese Francesco Spinello, di 24 anni, per il gelese Vincenso Francesco Blanco, di 25 anni, per il gelese  Ruben Antonio Licata; per il gelese Emilio Massimiliano Liparoti e per Klisman Rinzivillo di 21 anni, nato ad Isernia ma residente a Gela. L’Obbligo di Ferma è scattato per  il gelese Giovanni Rinzivillo, di 23 anni, per Salvatore Scordio di di 28 anni  nato a Vittoria ma residente in Gela e per il gelese Gaetano Trubia di 23 anni.
Due dei catturandi, raggiunti dalla misura cautelare dell’obbligo di firma, risultano irreperebili in quanto si trovano,  fuori dal territorio nazionale. 
In particolare l’attività investigativa è scaturita  da un’incisiva azione di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti che il commissariato di Gela, in collaborazione con la procura ha avviato nelle più importanti piazze di spaccio cittadine.Si è rilevato un sensibile aumento negli ultimi mesi del 2013 sul territorio di Gela degli episodi criminosi legati  ai reati contro il patrimonio e, in particolare, delle rapine a mano armata.
Tale fenomeno, oltre a generare un prevedibile allarme sociale, ha reso necessaria una rapida azione di prevenzione e contrasto per evitare che verificassero reazioni di autodifesa oppure spargimenti di sangue compiuti da rapinatori senza scrupoli o sprovveduti nel maneggio delle armi.
Dall’analisi degli episodi criminosi si è cercata una pista investigativa valida per portare all’identificazione dei responsabili.
Tale analisi ha portato all’attenzione alcuni episodi “anomali” che potevano svelare come e chi avesse organizzato e poi realizzato alcune rapine legate fra loro da un sottile filo conduttore quale il “modus operandi” seguito dagli autori o l’equipaggiamento degli stessi (abiti, armi, ecc…)
In particolare, si è posta l’attezione su una rapina a mano armata avvenuta  il 12 novembre del 2012, a danno del supermercato Maxisconto sito a Gela in via Crimea dove i malfattori nelle prime ore di apertura del lunedì, con una disinvoltura non comune, hanno preteso  dal commesso le chiavi della cassaforte da cui hanno sottratto una considerevole somma di denaro tralasciando stranamente le casse e gli effetti personali dei dipendenti.
Grazie all’individuazione di un collegamento tra gli episodi della stessa fattispecie si è arrivata alla scoperta che tra i dipendenti del supermercato Maxisconto vi era Giovanni Rinzivillo, di 23 anni, che era omonimo di un dipendente di un altro supermercato rapinato con molta disinvoltura e sito in piazza Salandra.
Da accertamenti anagrafici è risultato che i due dipendenti, incensurati ed insospettabili, fossero cugini fra loro nonché avevano lo stesso grado di parentela con Giovanni Rinzivillo gelese di di 27 anni già noto agli archivi giudiziari proprio per il reato di rapina.
Le Froze dell’Ordine hanno creduto che Rinzivillo Giovanni di 23 anni, fosse una  persona informata sui fatti in merito alla rapina perpetrata al supermercato “Maxisconto”, dove lo stesso aveva lavorato, tra l’altro il suo comportamento era nervoso e preoccupato. Inoltre, durante la notte, ha preso appuntamento per telefono e poco dopo è arrivato a casa suo cugino Giovanni di 27 anni
A quel punto si è rafforzata la convinzione che i due intrattenessero oltre che un normale rapporto familiare anche un vincolo di malaffare.
La convinzione sarebbe diventata certezza grazie alle ulteriori risultanze dell’attività tecnica d’intercettazione.
Sarebbe emersa così dalle indagini un’ attività di spaccio ben strutturata e collaudata, riconducibile a Rinzivillo Giovanni di 27 anni. Un soggetto, quest’ultimo, conosciuto alle Forze dell’Ordine sia per il rapporto di parentela con gli ergastolani “fratelli Rinzivillo”sia per i  numerosi precedenti penali a causa dei quali aveva già trascorso diversi anni in carcere.
I Rinzivillo avrebbero pure frequentato  altri soggetti pregiudicati.
L’intercettazione delle conversazioni telefoniche ed ambientali effettuate a carico dei germani Rinzivillo, dei loro cugini e della stretta cerchia di soggetti identificati, ha  consentito di contestare agli odierni indagati numerosi episodi di spaccio di sostanza stupefacente oltre alla commissione di svariati reati contro il patrimonio, alcuni dei quali di ingente valore.
La ricostruzione dei fatti è avvenuta, inoltre, grazie ai numerosi servizi di osservazione  alle attività mirate di contrasto, da cui sono scaturiti 5 arresti in flagranza di reato, il sequestro di 5 chili di hashish e circa 200 grammi di cocaina, nonché 6 segnalazioni amministrative ex art. 75 DPR 309/90.
L’esito complessivo delle indagini ha così consentito di appurare le seguenti attività illecite:
Conduzione da parte dei fratelli Rinzivillo Giovanni e Rinzivillo Klisman, del traffico illecito di sostanza stupefacente finalizzata alla cessione sistematica di marijuana, hashish e cocaina;
Conduzione da parte dei fratelli Rinzivillo Giovanni e Rinzivillo Klisman, con la fattiva collaborazione di Rinzivillo Giovanni classe 92, Scordio Salvatore, Liparoti Emilio Massimiliano, Spin elloFrancesco, Blanco Vincenzo, Giorlando Carmelo Manuel, Mirisola Fabio, Cammalleri Mario, Licata  Ruben Antonio, di un’attività sistematicamente svolta a realizzare singole operazioni di detenzione, custodia e smercio di marijuana, hashish e cocaina; 
acquisti, presso la città di Catania, da Sardo Sebastiano di quantitativi di marijuana, hashish e cocaina, destinati alla cessione a terzi e singole operazioni di trasporto dello stesso stupefacente da parte di Rinzivillo Giovanni e Rinzivillo Klisman con l’apporto di Spinello Francesco e Cammalleri  Mario;
Commissione da parte di Rinzivillo Klisman, Di Fede  Alessandro, Mirisola  Fabio, Giorlando  Carmelo Manuel, Liparoti  Emilio Massimiliano, di diversi delitti contro il patrimonio perpetrati su tutto il territorio di Gela e destinati principalmente a foraggiare l’acquisto dello stupefacente.
 

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