Passaggio a Catania? Gelensis Populus: ancora una volta calpestata la volontà del popolo

Si è svolta ieri a Palermo la conferenza dei capigruppo di tutti i partiti dopo la bocciatura della prima commissione che ha ritenuto che non bastava la volontà popolare di cambiare provincia ma che serviva anche il quadro completo dei debiti e del personale che andrebbero caricati sulla città metropolitana, mettendo a serio rischio l’esistenza di Caltanissetta ed Enna. Sulla questione è intervenuto preoccupato il comitato Gelensis Populus di Gela. 
“Questo  tipo di valutazione era già rimessa dalla stessa legge, che è stata bocciata, ad un tavolo istituzionale da istituire al momento della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e che vedeva seduti contemporaneamente le città di Gela, Niscemi e Piazza Armerina con la città metropolitana di Catania e il libero consorzio di Caltanissetta. La Sicilia aveva provato in tutti i modi di fare una propria riforma sulle province avvalendosi della condizione di Regione a statuto speciale, ma ieri, per l’ennesima volta, si è vista frustrata la volontà popolare e la Regione Sicilia ha dovuto piegarsi ai dettami governativi sotto la minaccia di un ulteriore ritardo di quelle risorse economiche necessarie agli enti intermedi siciliani.
Da più parti si sostiene che in questi mesi si è perso solo tempo, e che se si fosse applicata subito la Delrio la politica isolana se ne sarebbe uscita a testa alta, mentre adesso tutti si accusano a vicenda. Dal tentativo di prima approvazione della legge regionale sui liberi consorzi ad oggi abbiamo assistito ad un ridicolo gioco di forza fra politica regionale e nazionale, quest’ultima chiamata in causa da alcuni sindaci che pretendevano di godere degli stessi poteri dei  colleghi del continente. Ci dispiace osservare che la battaglia fra questi alti rappresentanti del popolo, si sia limitata a rettificare e correggere la legge non tanto per migliorare la condizione dei territori e rispettare la volontà popolare, ma quanto per accrescere il potere gestionale della politica, “con queste condizioni la Sicilia si avvia ad una seconda Era dei Vicerè”.
Ricordiamo, inoltre, con estrema amarezza che all’inizio questa legge consentiva la creazione di nuovi liberi consorzi con una popolazione di 150.000 abitanti, cosa che avrebbe consentito a Gela di poter realizzare il suo sogno di indipendenza, poi i deputati, percepito questo pericolo, decisero di complicare la strada per il nostro territorio innalzando il limite demografico a 180.000 abitanti. È sconcertante osservare come in quel caso la politica trovò un veloce accordo. Alla luce di queste manovre è lecito chiedersi se il Parlamento palermitano lavori per gli interessi dei siciliani o no. Attraverso la posizione presa ieri, dalla prima commissione e dai capigruppo, che propongono l’adeguamento della riforma delle province alla nazionale Delrio, ci si china agli irremovibili dettami romani. In questo frangente di ulteriori aggiustamenti legislativi, sostiene”
“Proporremo al sindaco di Gela  – ha detto Liliana Bellardita, portavoce del comitato – di mettere in campo ogni iniziativa, scegliendo, in maniera concertata, professionalità, che possano difendere la volontà popolare della comunità gelese dinanzi a questo ennesimo scempio e alla politica regionale di poter modificare anche il parametro demografico, necessario per la formazione di nuovi liberi consorzi, auspicando che lo stesso possa essere riportato a 150.000 abitanti, così come era nella prima stesura della legge. Ma già pronostichiamo la risposta”.